Bambino positivo al Coronavirus, paura per due infermieri e un medico al Di Cristina

Si tratta di un paziente pediatrico di 3 anni arrivato da Marsala le cui condizioni sarebbero discrete. Il primo tampone non ha dato risultato, il secondo è stato negativo mentre l'ultimo ha dato esito positivo

La tendra pretriage per filtrare gli ingressi al Di Cristina

Il primo tampone non ha dato risposte, il secondo è stato negativo mentre l'ultimo, eseguito durante il suo ricovero all’Ospedale dei bambini, ha dato un risultato positivo definito "sbiadito". Nuovo caso di Coronavirus a Palermo. Si tratta di un paziente pediatrico arrivato di 3 anni da Marsala e portato nella struttura di via dei Benedettini. Data la situazione sarà necessario un quarto tampone che si aggiungerà a quelli dei due infermieri e del medico del reparto di cardiologica pediatrica entrati in contatto con lui.

In un primo momento la possibilità che il “nemico invisibile” fosse arrivato in ospedale aveva messo in allarme il personale sanitario, già alle prese con la penuria cronica di mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione. Secondo quanto ricostruito il paziente era giunto mercoledì mattina dal Trapanese ed era entrato al Di Cristina. Prima una visita generale, poi l’esame radiologico e il passaggio nel reparto di Malattie infettive pediatriche in attesa dei risultati del test per Covid-19 analizzato al Policlinico: esito negativo e ricovero nel reparto di Cardiologia.

Dopo il secondo tampone fatto durante la breve permanenza all’Ospedale dei bambini è arrivato un responso inatteso: positivo. Con i risultati delle analisi arrivate dal laboratorio il paziente è stato portato nuovamente nel reparto di Malattie infettive pediatriche e messo in isolamento. Le sue condizioni sembrerebbero essere discrete ma sarà tenuto sotto costante osservazione per verificare l’evoluzione del quadro clinico. Una volta ricostruiti i vari passaggi e spostamenti la direzione ha disposto i necessari interventi di sanificazione.

Della vicenda si è interessato già nella tarda serata di ieri l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. “Non è inusuale - spiega a PalermoToday - che i tamponi possano dare questi risultati ‘sbiaditi’, ciò significa che è stato trovato molto poco sotto il profilo virale. Il direttore generale mi ha assicurato che il paziente ha avuto contatti con due infermieri e un medico per i quali sono previsti i tamponi che avranno una priorità alta. In quel momento c’erano tre pazienti nella Cardiologia pediatrica ma ognuno - spiega - si trovava nella sua stanza. La gestione di questa vicenda è il segnale che il sistema sta funzionando nonostante qualcuno avrebbe scommesso il contrario”. Il timore fra il personale, però, è che i contatti siano stati di più e anche con altri piccoli pazienti.

Quello arrivato da Marsala è il quarto giovannissimo paziente Covid-19 a Palermo. I primi due positivi sono stati due fratellini di Bagheria. A fornire gli ultimi aggiornamenti sul primo dei due casi di contagio è stato il sindaco Filippo Tripoli durante una diretta social di quattro giorni fa: “Vi do una bella notizia, il bambino di un anno e mezzo sta bene, è monitorato dall’ospedale e mi sento quotidianamente con i genitori. Questo rasserena un po’ tutti. Contemporaneamente però devo dire che il fratellino di 3 mesi purtroppo ha contratto anche lui il virus. Non ha particolari sintomi ma è tenuto sotto osservazione”.

Il terzo caso di contagio tra Palermo e provincia è stato quello di un bambino di 6 anni di Santa Flavia che già lo scorso lunedì aveva iniziato a manifestare sintomi febbrili. Dopo le prime avvisaglie i genitori hanno seguito le indicazioni generali e chiamato il medico curante che ha consigliato loro di portare il figlio in ospedale dove entrambi i tamponi faringei hanno dato esito positivo. A darne notizia il sindaco Salvatore Sanfilippo con una diretta Facebook: “Ho parlato con la madre - diceva intorno alle 12 di ieri - e il bambino sta bene, la febbre è diminuita e mangia da solo. Le condizioni sembrano buone e non destano preoccupazione”.

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In tutti e quattro i casi le amministrazioni comunali - insieme a Regione, forze dell’ordine, Asp e Protezione civile - hanno avviato le indagini per ricostruire ogni possibile contatto in maniera tale da rassicurare la popolazione ma soprattutto per evitare l’avanzata del Coronavirus nei diversi centri abitati.

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