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Avvocati offrono assistenza contro i medici, l'Ordine li striglia: "Comportamenti indecorosi"

Alcuni legali sono già stati segnalati ed altri rischiano provvedimenti disciplinari in seguito a post e video sui social che offrono difesa gratuita, pareri giuridici strampalati e azioni contro i medici impegnati nella lotta al Coronavirus. Il presidente Immordino: "Così si lede l'immagine della categoria"

Post e video sui social coi quali si pubblicizzano – in questa fase di emergenza sanitaria senza precedenti – azioni legali proprio contro i medici impegnati, in molti casi fino alla morte, nella lotta contro il Covid-19, ma anche pareri legali strampalati che giustificano comportamenti invece molto gravi, nonché l’offerta di servizi legali gratuiti. Tutti comportamenti sui quali il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo interviene duramente, stigmatizzandoli con un documento che è stato stilato durante la riunione che si è svolta ieri in videoconferenza. In gioco ci sono infatti “la credibilità dell’intera categoria” e “la dignità della professione forense e della sua funzione sociale": è per questo che il Consiglio, presieduto da Giovanni Immordino, “invita tutti gli iscritti ad astenersi” da tali comportamenti, “a rispettare le regole deontologiche”, avvertendo che in caso contrario partiranno le segnalazioni al Consiglio distrettuale di disciplina.

I casi di alcuni avvocati che non avrebbero rispettato le regole sono già stati segnalati all’Ordine. Come quello di Vincenzo Sparti, che nei giorni scorsi in un video postato su Facebook e poi rimosso si era espresso sugli assalti ai supermercati, ritenendo che potessero essere compiuti “per bisogno” e che si sarebbe quindi potuto invocare lo “stato di necessità” in caso di azioni penali, e quello di Alfonso Sorge che, con le stesse modalità, aveva risposto al collega “giustificando” chi ruba l’energia elettrica, aggiustando poi il tiro con un altro video, in cui spiegava che il suo intento era assolutamente ironico e scherzoso. Nella riunione di ieri, il Consiglio ha preso atto delle segnalazioni, ma non si è pronunciato per il momento sull’eventuale deferimento al Consiglio di disciplina.

Al vaglio dell’organo disciplinare, invece, ci sono già alcuni casi che riguardano più specificamente avvocati che avrebbero promosso azioni legali contro medici, ipotizzando vicende di malasanità, in piena emergenza Covid-19. Comportamenti sui quali è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei medici, Toti Amato, e che ha portato i due organismi di categoria a muoversi congiuntamente per censurarli.

La nota diffusa dal Consiglio dell’ordine degli avvocati è chiara: “In un momento così delicato per l’intero Paese e così tragico per la nostra professione – si legge - si assiste, in modo preoccupante, al proliferare sui social network e sui siti web di iniziative degli iscritti, di vario contenuto, che invitano in via generalizzata all’azione legale nei confronti dei sanitari impegnati nella lotta al virus, che offrono servizi legali ed assistenza professionale di ogni genere, anche in forma gratuita, come pure meri consigli giuridici, spesso erronei, nel momento in cui suggeriscono giustificazioni a condotte contrarie alle norme penali”. E si rimarca: “Anche laddove non siano sottesi da un intento speculatorio e non rivestano natura antigiuridica, a maggior ragione in questo preciso momento storico, detti interventi devono ritenersi inopportuni e sconvenienti, perché mettono a rischio la credibilità dell’intera categoria, arrecando gravissimo danno all’immagine dell’Avvocatura”.

Il Consiglio prosegue sostenendo che “tali pratiche si pongono in contrasto con il sistema di tutela dell’affidamento della collettività e della clientela, in palese violazione della legge professionale che prescrive l’obbligo della correttezza dei comportamenti e la cura della qualità ed efficacia della prestazione professionale”, che “tali condotte potrebbero indurre ignari utenti in errore” e che “si palesano come fortemente lesive della dignità della professione forense e della sua funzione sociale”.

Da qui la presa di posizione: “Quest’Ordine non può non stigmatizzare i ripetuti comportamenti, che sono agli antipodi dello spirito e dei principi che animano e qualificano l’avvocatura” e “invita tutti gli iscritti ad astenersi dal compiere attività del medesimo tenore e, ove qualcuno le abbia già promosse, a sospenderle immediatamente”, nonché “al puntuale rispetto delle norme deontologiche, con il preciso avvertimento che verranno segnalate al competente Consiglio distrettuale di disciplina tutte le condotte che si pongano in contrasto con i suddetti canoni comportamentali irrinunciabili”.

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