Virus, assalti ai supermercati e minacce sui social: si indaga in ambienti mafiosi

Il fascicolo sulla "rivolta" al Lidl, dove un gruppo di persone si era rifiutata di pagare la spesa, in Procura passa alla Dda. Al vaglio degli investigatori anche alcune pagine nate su Facebook. L'ipotesi è che a manovrare i più bisognosi possano essere personaggi vicini a Cosa nostra

Polizia e carabinieri davanti al Lidl - foto Ansa

Altro che “lotta di classe” e “espropri proletari”: dietro all’assalto del Lidl di viale Regione Siciliana ci sarebbero invece personaggi vicini a Cosa nostra. Il fascicolo sulla “rivolta” di qualche giorno fa, quando un gruppo di persone avevano deciso di non pagare la spesa che avevano nei carrelli sostenendo di essere indigenti, è infatti passato alla Dda.

In un primo momento, l’inchiesta era stata inquadrata nell’ambito della criminalità comune, ma dopo qualche accertamento, in cui sarebbero venuti fuori soggetti che si muovono nei quartieri più disagiati della città, come lo Zen e il Villaggio Santa Rosalia, e che potrebbero aver organizzato la sommossa al Lidl, preparandosi anche a metterne in scena altre, il quadro è cambiato. Al vaglio degli inquirenti ci sono certamente i messaggi circolati su Whatsapp, coi quali si incitava ad usare la violenza anche contro gli “sbirri”, ma pure una serie di gruppi creati su Facebook nelle ultime settimane, cioè da quando è scattata l’emergenza per la diffusione del Covid-19.

In particolare è stato segnalato “Rivoluzione Nazionale”, che conta oltre 2.500 iscritti ed il cui contenuto è “privato”, cioè visibile solo a chi ne fa parte. Un nome che farebbe pensare ad un qualche movimento con finalità politiche e dietro al quale, invece, si muoverebbe quel “sottobosco mafioso” di cui ha parlato anche il sindaco, Leoluca Orlando, invitando a denunciare. Quella mafia dal volto apparentemente “caritatevole”, che “protegge i più deboli”, e che in realtà mira solo a controllare il territorio. Ad approfittare di chi - proprio per la crisi determinata dall’epidemia - non arriva neppure a mangiare, fornendo come favore, senza lesinare il ricorso alla violenza, ciò che in realtà è un diritto.

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Sono tanti i servizi messi a disposizione in questi giorni così critici per aiutare chi è in difficoltà: spesso basta inviare una richiesta via mail oppure fare una telefonata per avere assistenza. Senza saccheggi, senza violenza e soprattutto senza permettere magari a Cosa nostra di farsi largo, a danno proprio dei più poveri. 

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