Il virus cambia il modo di celebrare Falcone: "Il 23 maggio niente navi e cortei ma eventi in tv"

Gli ormai tradizionali appuntamenti per l'anniversario della strage di Capaci dovranno essere ripensati. La fondazione Falcone: "Non si potranno svolgere le manifestazioni che implicavano assembramenti ma stiamo cercando di organizzare interventi da remoto grazie alla Rai. Il minuto di silenzio ci sarà, partecipazione dai balconi"

Nessuna nave della legalità attraccherà al porto, tra la gioia dei bambini festanti con striscioni e palloncini pronti a gridare a squarciagola "Giovanni e Paolo". L'inno nazionale non risuonerà, tra gli interventi istituzionali, in aula bunker e non ci saranno i lunghi e affollati cortei di studenti ad attraversare la città per riunirsi sotto l'albero simbolo della lotta alla mafia. Sarà un 23 maggio diverso dal solito quello che quest'anno, nel XXVIII anniversario dalla morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta. Non si terrà, come di consueto, nei luoghi diventati icona della memoria ma arriverà comunque nelle case dei palermitani e di tutti gli italiani, in maniera rivisitata e in linea con le misure dei decreti anti-Covid. 

Nessuna cerimonia all'Ucciardone, dunque, nessun corteo e nessuna nave della legalità salperà dal porto di Civitavecchia per raggiungere quello del capoluogo. "Sarà una manifestazione rivista - dicono a PalermoToday dalla Fondazione Falcone - in virtù delle condizioni attuali di emergenza che escludono e impediscono assembramenti e concentrazioni di persone. Stiamo pensando a una formula doverosa che possa ottemperare sia alle giuste esigenze di sicurezza che alle nostre. Non si potranno svolgere tutte le manifestazioni che implicavano assembramenti ma stiamo cercando di organizzare interventi televisivi da remoto grazie alla Rai, che ci ha sempre aiutati, per raccontare questo 23 maggio in maniera diversa". 

Alle 17.58, però, la città si fermerà sempre simbolicamente all'intonare del minuto di silenzio, per ricordare le vittime della strage di Capaci. "Stiamo pensando - dicono - di farlo con pochissimi protagonisti, con tutti i dispositivi di sicurezza e il distanziamento necessari e purtroppo senza la presenza della cittadinanza. Sarebbe importante però, nelle forme che stiamo studiando e che poi renderemo note, che la gente partecipasse il più numerosa possibile anche dai balconi". E se la città sta vivendo un momento difficile a causa dell'emergenza sanitaria che assume sempre più i connotati di una emergenza economica, per la Fondazione Falcone c'è un problema su cui non bisogna abbassare la guardia, in questo momento meno che mai. "Il problema della mafia - concludono - va sempre più monitorato. Occorre avere un occhio vigile e attento anche in considerazione dei fondi pubblici di aiuto che stanno per arrivare perché la criminalità organizzata approfitta dei periodi di crisi. E' bene organizzarsi e guardare al lungo periodo, proprio come faceva Giovanni". 

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