“Non toccate cani e gatti randagi”, Coronavirus: polemica su avviso Regione (poi rimosso)

Il post, apparso sulla pagina Facebook dell'istituzione, ha scatenato la protesta degli animalisti. PalermoToday ha intervistato Antonio Cascio, direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico: "Consiglio sensato, a prescindere dal Coronavirus"

"Evitare il contatto con animali malati o prodotti di origine animale alterati. Evitare rigorosamente qualsiasi contatto con gli altri animali (cani e gatti randagi, roditori, uccelli, pipistrelli)". A inserire questi consigli tra le precauzioni generali da prendere per evitare il contagio da Coronavirus è la Regione che ha pubblicato un post, sulla pagina Facebook, con il vademecum. Sui social è scoppiata la polemica. In tanti sono intervenuti nei commenti per chiedere all'ente di correggere l'errore eliminando la dicitura dalla guida: "Gli animali non trasmettono il virus, lo dicono veterinari e Oms, la Regione prenda provvedimenti". Dopo qualche ora la lista degli avvertimenti (che si vede nella foto allegata sotto) è sparita dalla pagina. Nel frattempo, per capire se la Regione abbia o non abbia fatto uno scivolone, e chiarire tutta una serie di dubbi, PalermoToday ha intervistato Antonio Cascio, professore ordinario di malattie infettive e tropicali e direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico. 

La Regione siciliana ha consigliato, come precauzione generale, contro la diffusione del nuovo Coronavirus di "evitare il contatto con animali malati o prodotti di origine animale alterati. Evitare rigorosamente qualsiasi contatto con gli altri animali (cani e gatti randagi, roditori, uccelli, pipistrelli)". Secondo lei si tratta di uno scivolone o di un consiglio sensato? 

antonio cascio-2"Il consiglio è sensato perchè un animale selvatico o randagio potrebbe avere delle infezioni, a prescindere dal Coronavirus. Per esempio i topi possono trasmettere la leptospirosi attraverso l'urina. Una malattia che da noi è molto poco frequente ma che in Paesi in via di sviluppo e tropicali è presente. Si dice inoltre che il nuovo Coronavirus abbia avuto origine dalla ricombinazione di un virus del pipistrello con un virus del pangolino (una sorta di formichiere rivestito di squame). Numerosi coronavirus possono trovarsi in diverse specie animali ma, fortunatamente, tali virus solo raramente diventano capaci di provocare malattie nell'uomo. Ecco perchè la Regione consiglia di stare lontano dai pipistrelli, anche se non è ancora documentato che quelli della nostra area geografica possano ospitare questo nuovo coronavirus e probabilmente non lo ospiteranno mai. Infine, per quanto gli animali domestici non ci sono evidenze attuali che il virus possa infettarli. Il buon senso vuole però che si eviti il contatto fra le mucose dell'uomo con quelle dell'animale. Ed è inoltre corretto far vaccinare gli animali domestici". 

Coronavirus e animali domestici: cani e gatti non diffondono l'infezione

Secondo lei cosa possiamo fare per prevenire il contagio? 

"Dobbiamo rispettare le dovute distanze (1, 5 metri) dalle persone che presentano sintomi di influenza e raffreddore. Quest'ultime dovrebbero indossare delle mascherine chirurgiche che coprono la bocca e il naso. Dovrebbero lavarsi frequentemente le mani e se provengono dalle città dove c'è evidenza che il virus circoli, dovrebbero rimanere a casa per 14 giorni". 

A Palermo ci sono tre casi confermati, che interessano turisti bergamaschi, ci dobbiamo preoccupare? 

"Le persone devono stare tranquille e seguire le indicazioni del ministero sulle norme igieniche. E' chiaro che se abbiamo un amico che arriva dalla Lombardia ed ha il raffreddore o l'influenza è meglio starci lontano e dirgli di avvisare il medico curante per fare la segnalazione al servizio di igiene pubblica. Dovrebbe essere lui infatti a gestire il panico, la confusione del momento facendo un'intervista telefonica e capire, attraverso una serie di domande, le condizioni del paziente ed eventualmente avvisare il 118".

La gente in massa è andata al supermercato a fare la spesa per paura di una pandemia, secondo lei si tratta di una reazione esagerata e immotivata? 

"Non ha alcun senso. Il rischio di rimanere senza cibo non c'è. Così facciamo solo un favore alla grande distribuzione. In questo periodo in Sicilia, ma anche in Lombardia, non ha senso e non l'avrebbe nemmeno se i casi dovessero aumentare. Il virus, essendo nuovo, potrebbe infettare una grandissima fetta della popolazione (dando vita a una pandemia) ma non sembra essere così pericoloso: solo in pochissimi sviluppano sintomi gravi e potranno avere bisogno della terapia intensiva. Tutti gli altri avranno un'infezione banale".  

Lo stesso, se non peggio, è successo nelle farmacie, dove è andato a ruba il gel disinfettante. Cosa si sente di dire ai cittadini che hanno fatto le scorte: può essere utile farle? 

"Bastano l'acqua e il sapone per mantenere alti livelli d'igiene quindi anche in questo caso la scelta di fare scorta è ingiustificata". 

Ci arrivano diverse domande sull'itinerario dei turisti: possiamo dire che il virus non si trasmette solo passando accanto alla persona contagiata?

"Sì, è assolutamente improbabile".

Cosa ne pensa della decisione della Regione di chiudere le scuole fino a lunedì?

"Il provvedimento non era strettamente necessario ma la Regione deve garantire a tutti la sicurezza non solo dal punto di vista della salute pubblica. Probabilmente l'intento era quindi quello di dare un segnale, quello di fare una pulizia straordinaria, giusto per eliminare la presenza di virus nell'ipotesi assolutamente remota che quest'ultimo possa essere entrato negli edifici scolastici. Cosa di cui non c'è al momento - ci tengo a ribadirlo - nessuna evidenza. La Regione è stata dunque molto prudente". 

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