Alan Kurdi, sbarcati e portati in ospedale tre migranti: tentato suicidio a bordo della nave

Per due di loro accertamenti a Villa Sofia, il terzo è andato all'Ingrassia: negativi i tamponi. All'arrivo delle motovedette della Guardia costiera, in molti hanno cercato di saltare in acqua dall'imbarcazione della Ong tedesca che si trova al largo delle coste fra Trapani e Palermo

Sbarcati a Palermo 3 dei 149 migranti della Alan Kurdi. I passeggeri della nave della ong tedesca sono stati accompagnati ieri sera da una motovedetta della polizia al porto. Due di loro sono stati portati con le ambulanze del 118 a Villa Sofia; mentre il terzo è andato all’Ingrassia per gli accertamenti del caso. Data l’emergenza Coronavirus i tre sono stati sottoposti a un primo tampone faringeo che però avrebbe dato esito negativo. La nave si trova da giorni al largo delle coste fra Trapani e Palermo, con il rischio che a bordo ci possa essere qualche migrante contagiato.

Jan Ribbeck, capo missione della Alan Kurdi, si è detto preoccupato perché "gruppi di diverse nazionalità stanno facendo degli atti di autolesionismo". Oggi si è appreso che all'alba di ieri un ragazzo di 24 anni ha tentato il suicidio a bordo della nave. Come riferiscono i responsabili, il medico intervenuto per prestare assistenza al giovane ha constatato "il grave stato di ansia" in cui il paziente versava, causato "delle esperienze di violenza subite nel centro di detenzione in Libia e per via di rapporti conflittuali con altri naufraghi".

Nella relazione trasmessa alla guardia costiera italiana, la dottoressa Caterina Ciufegni ha dichiarato: "La disperazione dell'uomo era diventata così insopportabile che non vedeva altra via d'uscita se non il suicidio". Pertanto il ragazzo "è un pericolo per se stesso e per gli altri e la situazione peggiorera'". I responsabili della Alan Kurdi denunciano che a bordo frustrazione e nervosismo hanno raggiunto un livello elevato. Un altro giovane "è così stressato che da giorni ricorre all'autolesionismo". Pertanto il capitano Barbel Beuse ha invocato il trasbordo almeno dei naufraghi in condizioni sanitarie difficili e nel pomeriggio di ieri la Guardia costiera italiana è intervenuta "prontamente" dopo che la richiesta ha raggiunto il Comando generale della capitaneria di porto a Roma.

Il capitano Barbel Beuse della Alan Kurdi oggi ha dichiarato: "Siamo felici e grati che Roma abbia preso in considerazione il pericolo che stavano correndo le persone tratte in salvo e anche noi, dell'equipaggio a bordo, e che abbia immediatamente inviato una nave". Ma all'avvicinarsi delle tre motovedette italiane, si sono verificate sciene di panico a bordo: "Alla vista delle motovedette in molti hanno cercato di saltare in acqua. E' stato difficile calmarli" ha riferito Jan Ribbeck. Il trasbordo è durato circa due ore. Secondo i responsabili, la Guardia costiera sarebbe stata consapevole del rischio dal momento che "ha inviato molte motovedette sebbene le persone da trasbordare fossero solo tre".

Il sindaco, Leoluca Orlando ha espresso il proprio apprezzamento per il provvedimento ed ha dichiarato: "In questi giorno sono stato in contatto costante con il Governo nazionale, le autorità diplomatiche tedesche e con il Capo Missione perché si giungesse presto ad una soluzione. Con l'intervento della Croce Rossa come soggetto attuatore si garantisce l'inalienabile diritto all’assistenza per i migranti naufraghi ed allo stesso tempo l'adeguata tutela sanitaria di tutta la collettività di fronte all'emergenza Covid-19. Anche in questo momento difficile, credo che l'Italia abbia dato un giusto segnale di efficienza unita ad umanità e rispetto del diritto”.

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Anche la Cgil Palermo, col dipartimento migranti, e la Cgil di Termini Imerese, intervengono sul caso. “Chiediamo al governo - dichiarano Bijou Nzirirane, responsabile del dipartimento migranti Cgil Palermo e Laura Di Martino responsabile della Camera del lavoro zonale di Termini Imerese - l’immediato superamento di questa fase di stallo e soluzioni umane che garantiscano il diritto alla salute, già cagionevole, di donne, uomini e bambini che hanno attraversato il Mediterraneo e che non sono di certo immuni al coronavirus. E’ inammissibile che in questo periodo di emergenza sanitaria mondiale le operazioni istituzionali si stiano complicando sempre più mettendo a rischio vite umane. Chiediamo pertanto il ripristino urgente di un piano di sbarchi nazionale per garantire l’approdo e l’accoglienza dei migranti. Soprattutto in questo periodo di preoccupazione per la salute di tutti è impellente l’esigenza di ribadire concretamente che il diritto alla salute è universale, riattivando un sistema di accoglienza smantellato dai decreti Salvini,  puntando su  norme sull'immigrazione che garantiscano la sicurezza e i diritti".

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