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Coronavirus: i contagi arrivano a 1.647 (+92), in Sicilia ci sono più morti che guariti

Lo rende noto la Regione nel consueto aggiornamento. Nelle ultime 24 ore ancora un basso numero di tamponi (876), Sono ricoverati 575 pazienti (+16 rispetto a ieri), di cui 72 in terapia intensiva (-3). I guariti sono 74, i deceduti 81

Altre 92 persone, a fronte di 876 tamponi effettuati, sono state trovate positive al Covid-19 in Sicilia nelle ultime 24 ore. Poco più del 10%. Lo rende noto la regione nel consueto aggiornamento giornaliero. Il totale dei contagi dall'inizio dell'emergenza sale dunque a 1.647, mentre attualmente sono ancora contagiate 1.492 persone (+84). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 15.634. In provincia di Palermo la situazione resta costante, al momento i positivi sono 236 (appena 7 in più di ieri), di cui 87 ricoverati. 

Altre due donne morte al Covid hospital di Partinico

Purtroppo nell'Isola si registrano altri 5 decessi, che fanno arrivare il conto totale a 81. Mentre i guariti salgono a 74 guariti (+3 rispetto a ieri). Dunque al 31 marzo (a un mese dall'inizio dell'emergenza) nonostante il totale dei contagiati non sia arrivato a numeri allarmanti - grazie alle misure restrittive - si registrano più morti che guariti. Il dato positivo invece è che diminuiscono i pazienti gravi. Sono infatti ricoverati 575 pazienti (+16 rispetto a ieri), di cui 72 in terapia intensiva (-3), mentre 917 (+68) sono in isolamento domiciliare.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 91 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 62 (18, 4, 4); Catania, 453 (150, 16, 29); Enna, 191 (120, 1, 11); Messina, 283 (128, 10, 18); Palermo, 236 (87, 17, 9); Ragusa, 38 (10, 3, 2); Siracusa, 66 (36, 21, 6); Trapani, 72 (26, 0, 1). Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. 

Il bollettino nazionale

Caso reagenti

Sulla mancanza di reagenti nei laboratori siciiani è intervenuto nuovamente l’assessore alla salute Ruggero Razza, che ha chiarito come la mancanza di reagenti non necessariamente comporta un ritardo negli esiti delle analisi. Secondo Razza un possibile ritardo non comporta la mancata diagnosi ma al massimo prolunga la quarantena necessaria e richiesta prima di iniziare le cure. Intanto negli ultimi tre giorni si è registrato un basso numero di tamponi effettuati: 718, 944 e appunto 876. Quando invece nei due giorni precedenti si erano validati oltre 3.400 tamponi. 

Aumentano pazienti che escono dalla Rianimazione

La buona notizia è che "nell'ultima settimana la rete delle Terapie intensive (Rianimazioni) attivate in Sicilia, per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 che sono andati incontro a grave insufficienza respiratoria e ventilazione controllata con intubazione, registra il recupero della funzione ventilatoria autonoma in una percentuale che oscilla dal 20 al 40 per cento dei pazienti ammessi. Si tratta di una percentuale variabile  in rapporto alla severità del quadro di esordio e alla 'fragilità' dei pazienti (età avanzata, patologie concomitanti)". Lo fa sapere il Comitato tecnico scientifico istituto dalla Regione Siciliana per l'emergenza Coronavirus.

"Tale dato - sottolineano gli esperti - fa ben sperare perché è in linea con i migliori dati nazionali di recupero di tali gravissime forme di insufficienza respiratoria e conferma che un trattamento nei tempi giusti e con risorse disponibili, che in queste ore si sta registrando grazie al contenimento e all’isolamento messo in atto sul territorio regionale, può permettere risultati in termini di salute pubblica altrimenti non raggiungibili". Il Comitato specifica inoltre che "i pazienti dimessi dalle terapie intensive, ovviamente,.non rientrano ancora nel novero dei guariti, ma le loro condizioni di salute, seppur ancora precarie, fanno ben sperare. Il contenimento della pandemia  e lo “stare a casa” stanno permettendo una adeguata e corretta assistenza nelle nostre Terapie intensive, ma invitiamo tutti a non abbassare la guardia e continuare a rispettare le regole".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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