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Nella foto, da sinistra, Giuseppe Sciarabba, l'assessore Calogero Scalisi, il sindaco Nicolò Nicolosi e Francesco Rossi

Nella foto, da sinistra, Giuseppe Sciarabba, l'assessore Calogero Scalisi, il sindaco Nicolò Nicolosi e Francesco Rossi

Corleone, via libera al restauro del museo civico Pippo Rizzo: finanziato progetto

Gli interventi riguarderanno sia le sale al piano terra che quelle al primo piano dello storico Palazzo Provenzano, ma anche gli spazi esterni. Il direttore del Gal Giuseppe Sciarabba: "Recupereremo le porzioni degradate dell'edificio facendo tesoro del passato ma con lo sguardo rivolto al futuro"

Via libera al restauro del museo civico Pippo Rizzo, a Corleone, la cui sezione archeologico-numismatica si trova all’interno dello storico Palazzo Provenzano. Il progetto è stato finanziato con 110 mila euro dal Gal-Gruppo di azione locale Terre Normanne, nell'ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (sottomisura 7.2) della Regione Siciliana. Il decreto di finanziamento è stato consegnato al sindaco Nicolò Nicolosi dai vertici del Gal, Giuseppe Sciarabba e Francesco Rossi.

"Gli interventi - spiega Sciarabba - riguarderanno sia le sale al piano terra che quelle al primo piano dell'edificio, ma anche i fronti prospicienti ai cortili, alle coperture ed gli spazi esterni in una logica di rinascita del palazzo storico in sé e della sua essenza di museo aperto al territorio. La parziale riorganizzazione delle sale interne migliorerà la fruibilità dei reperti esposti, con spazi meglio collegati con i cortili esterni grazie a piccoli interventi di riprogettazione che inoltre favoriranno attività collaterali all’interno del museo, recuperando ambienti da destinare a spazi per piccole mostre temporanee e attività didattiche".

Palazzo Provenzano, già appartenete alla famiglia Cammarata, nel 1990 è stato acquisito dal Comune che ne ha fatto il polo culturale di riferimento della comunità corleonese. Nel museo, con ingresso in via Giacomo Valenti, trovano posto, oltre a numerosi pezzi ritrovati nelle campagne del comprensorio, centinaia di reperti provenienti dagli insediamenti archeologici censiti sul territorio grazie all'attività della sezione locale dell’Archeoclub. Il tutto in un'atmosfera ottocentesca con affreschi e stucchi alle pareti e maioliche decorate come pavimenti.

"Recupereremo le porzioni degradate dell'edificio facendo tesoro del passato ma con lo sguardo rivolto al futuro - precisa Sciarabba - a cominciare dalla bonifica del manto in coppi della copertura, che non verrà stravolto. Saranno migliorati il sistema di smaltimento delle acque piovane e l’impermeabilizzazione delle superfici a ridosso di altri fabbricati. Nei locali al piano terra ed al primo piano sarà eliminata l'umidità alle pareti, nelle volte e nei soffitti. Negli spazi esterni - continua il direttore del Gal - gli interventi saranno orientati ad instaurare un dialogo tra i cortili ed il giardino grazie alla progettazione di nuovi percorsi ed aree di sosta ripensando lo spazio come parte integrante di tutto il complesso museale. Saranno rimossi gli arbusti e le piante infestanti, ci sarà una nuova pavimentazione, un nuovo tappeto erboso, e sedili in cemento. Davanti agli ingressi sia del museo che del complesso monumentale San Ludovico, sede del Centro internazionale di documentazione sulle mafie - conclude Sciarabba - si prevede infine una variazione della geometria della pavimentazione per valorizzare la presenza dei due edifici in prossimità del cambio di direzione della strada".

Il progetto è stato sposato da altri tre comuni del Palermitano. Si tratta di Monreale, Campofiorito e Roccamena, che installeranno targhe con la storia del patrimonio storico e culturale di Corleone e dei partner coinvolti, con l’indicazione dei centri di informazione e accoglienza turistica, dei centri ricreativi e culturali, e con l’indicazione di tutti gli itinerari tematici esistenti nei territori comunali. Sempre a Corleone, targhe verranno collocate all’interno del complesso monumentale di San Ludovico, e nelle sedi delle associazioni Animosa Civitas, Prometheus e Vomere.

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