Colorato, innovativo e contemporaneo: dietro le quinte del nuovo mercato coperto di Ballarò

Sorgerà tra piazza del Carmine e l'Oratorio di Sant’Alberto e potrebbe essere pronto già a dicembre. Sarà grande circa 650 metri quadri, in ferro, di forma esagonale irregolare con una corte quadrata centrale aperta che lascerà andare via gli odori. L'intervista al docente coordinatore del team di ricerca

Piazza del Carmine prima e dopo: il rendering

Un design contemporaneo che non calpesta la storia, i monumenti, l'ambiente in cui si inserisce. Uno spazio coperto, colorato e che soprattutto strizza l'occhio alle nuove tecnologie del futuro per far risplendere piazza del Carmine di una nuova luce. Sarà così il nuovo mercato di Ballarò. Il cantiere è appena cominciato e potrebbe essere pronto già dal prossimo dicembre. 

Il Comune, attraverso un bando europeo, ha affidato il progetto allo Iacp (l'Istituto Autonomo Case Popolari), che si è avvalso delle competenze scientifiche del Gruppo di ricerca LabCity Architecture del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo tramite il progetto di ricerca-azione che dà il nuovo volto al mercato. Alla base della ricerca, coordinata dal professore Renzo Lecardane insieme ad un team di giovani architetti e laureandi, c’è un lavoro svolto per Manifesta 12. “Abbiamo lavorato nel quartiere dell’Albergheria grazie ad un’esposizione allestita nei locali di Sant’Antonino - spiega Lecardane - ed è stata un’esperienza internazionale che ha tracciato un quadro di conoscenza del quartiere che ci ha permesso, così, di fare delle proposte per Palermo città europea”.

E' il 2017 quando l’associazione SOS Ballarò, la prima circoscrizione e lo Iacp rispondono al bando Fesr Sicilia 2014-2020 - dove il committente è il Comune di Palermo - che trattava la progettazione e la costruzione di nuovi alloggi popolari con servizi annessi in alcune aree del centro storico. “In quell’occasione proposero la ricostruzione ‘com’era, dov’era’ del ‘capannanone’ in ferro di un piccolo mercato del pesce costruito in Piazza del Carmine intorno agli anni ’20 e smontato intorno agli anni ’70 perché obsoleto”, spiega a PalermoToday il professore dell’ateneo palermitano. 

Il gruppo Lab City rilancia, guarda al futuro, non condivide quell'idea. “Abbiamo ritenuto che Palermo meritasse un progetto contemporaneo e non la mera ricostruzione di una copertura in ferro che è stata smontata da più di trent’anni - precisa Lecardane -. Così la nuova ipotesi è stata accettata. Abbiamo proposto una nuova copertura leggera che stesse nella Piazza del Carmine a definire due spazi pubblici: da una parte il sagrato della Chiesa del Carmine e dall’altro lo spazio di fronte all’Oratorio di Sant'Alberto. Abbiamo contribuito al progetto di ricerca-azione dello spazio pubblico e al ridisegno della pavimentazione e al progetto del nuovo mercato coperto che ci sarà al centro della piazza. Lo Iacp, nella sua precedente versione, aveva immaginato una grande copertura di forma rettangolare proprio davanti alla facciata della Chiesa del Carmine. Quel progetto era stato rimandato indietro proprio dalla Sovrintendenza che aveva rilevato l’impossibilità di un’agile uscita della statua della Madonna del Carmine in occasione della processione annuale”.  

Piazza Oratorio sant'Alberto prime e dopo-2

Il nuovo mercato, così, sarà grande circa 650 metri quadri, sarà di forma esagonale irregolare con una corte quadrata centrale, sarà inoltre coperto da tende policrome in pvc, non ospiterà nessuna vetrata ma dei box e resterà aperto per lasciar andare via gli odori. Sarà in ferro, imbullonato, perché uno degli aspetti importanti di questa nuova costruzione è quello della temporaneità. “Era necessario che la nuova copertura fosse smontabile - racconta Lecardane -. Così questo progetto si configura come temporaneo nella sua costruzione ma permanente nell’uso. In una prima ipotesi avevamo proposto una copertura metallica con controsoffitto in legno, con la possibilità di collocare in copertura dei pannelli fotovoltaici a film sottile (thin film) dello spessore di pochi millimetri. Si trattava di un sistema altamente innovativo, avrebbe consumato zero e addirittura restituito economia. Ma la Sovrintendenza ci ha chiesto di coprirlo con delle tende colorate, perché la normativa attuale non prevede ad oggi l’uso del fotovoltaico in qualsiasi sua forma, seppur innovativa e non invasiva, nel centro storico di Palermo”. 

Arenata l’idea di un fotovoltaico per il nuovo mercato coperto di Ballarò, il team di ricerca-azione si è così concentrato sul tema delle tende policrome. “Abbiamo fatto uno studio del colore di tutte le tende del mercato già esistenti tirando fuori una palette di colori - specifica -. Neppure la scelta delle tende così è stata lasciata al caso, ma frutto di una ricerca cromatica. Abbiamo fatto un’indagine sui materiali, scelto un pvc colorato che serve soprattutto per coprire stadi e facciate ventilate. Un materiale molto innovativo che ha la sua durata e che dà delle garanzie. Una ditta straniera lo produce per realizzare progetti simili e anche molto più complessi”. Una forma aerodinamica, se si pensa a queste vele in pvc degli stessi colori del mercato, tirantate su una struttura tubolare molto sottile capace di restituire una sensazione di leggerezza. 

Mercato tende-2

Tempi di realizzazione? Quattro mesi. “Il progetto è fatto per essere realizzato in 120 giorni - incalza Lecardane -. Non si può chiudere per 3 anni. Non sappiamo però se rispetteranno il cronoprogramma”. Cosa ci guadagna l’Università? “Un libro sugli esiti della ricerca-azione- dice sempre il professore -. Il Darch ha fatto una Convenzione con lo Iacp e ha chiesto che il compenso fosse una pubblicazione che raccontasse il processo virtuoso che ha portato alla realizzazione di questo nuovo mercato coperto che ha ricevuto riconoscimenti scientifici nazionali e internazionali, dalla Corea del Sud all’Italia, pure all’interno del catalogo del Padiglione italiano della Biennale di Venezia 2020 se ne parlerà”.  

Aprirà di notte? “Bella domanda - conclude Lecardane -. Questo nuovo mercato coperto, che sostituisce quello precedente del pesce realizzato con riferimento alla manualistica del tempo, dunque né di Almeyda né di Basile, può oggi funzionare a due fasi: mattina e sera. Può tranquillamente essere un contenitore serale, come per il mercato di Malaga o di Barcellona. Ma il Comune di Palermo ha paura degli effetti della movida, dunque temo che funzionerà solo di giorno restituendo a Ballarò una parziale centralità”. 

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