Coordinatore famiglie vittime mafia: "Non sarò in via D'Amelio, è una passerella"

La protesta di Giuseppe Ciminnisi che diserterà le manifestazioni di commemorazione del giudice Borsellino

“Non posso che apprezzare la decisione di desecretare tutti i documenti della Commissione Antimafia dal 1963 al 2001, che spero rappresenti il primo passo perché vengano tolti tutti – a tutti i livelli e in tutte le sedi – i segreti di Stato sulle vicende di mafia”. Ad affermarlo è stato Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione.

“Leggere gli atti resi pubblici ed ascoltare dalla sua voce le dichiarazioni del giudice Paolo Borsellino, mi porta a chiedermi quale siano state le motivazioni per le quali lo Stato ha apposto il vincolo del segreto ad atti che – se resi pubblici – avrebbero forse impedito i tanti depistaggi che hanno permesso in questi 27 anni di non arrivare alla verità sulle stragi. Si evince infatti chiaramente come dubbi in merito alle modalità della gestione dei pentiti fossero stati già sollevati dal Giudice, il quale anni prima dell’attentato aveva individuato una fitta rete di legami tra la mafia palermitana e catanese con quella della provincia di Trapani. Fatti per i quali è in corso a Caltanissetta il processo a Matteo Messina Denaro, imputato per aver organizzato a Castelvetrano e stragi nelle quali morirono i Giudici Falcone e Borsellino e le rispettive scorte".

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"La mia assenza dalle manifestazioni di commemorazione del Giudice Borsellino – ha concluso Giuseppe Ciminnisi – non vuol rappresentare un atto di protesta, ma soltanto l’aver raggiunto una maggiore consapevolezza del fatto che le molte manifestazioni, purtroppo, molto spesso hanno soltanto rappresentato per molti soggetti politici, e per una certa antimafia – l’occasione di sterili passerelle, utili soltanto ad un’autopromozione della quale, né io, né molti familiari di vittime innocenti di mafia, né l’associazione che mi onoro di rappresentare, sentiamo alcun bisogno”.

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