Cronaca

La cooperativa edilizia Cops presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il presidente della COPS Domenico Milazzo  si è rivolto allo Studio Legale dell’Avvocato Lidia Taormina, al quale ha fornito una nutrita documentazione circa la mancata applicazione dell’art.48 della legge 159/2011 (codice antimafia).

Si rammenta che la Cooperativa Edilizia COPS s.r.l. è costituita da poliziotti  in servizio nella provincia di Palermo e servirebbe per rispondere alle esigenze di tante famiglie di poliziotti che  intendono acquistare le case che sono state confiscate definitivamente ai mafiosi.

La gestione dei beni confiscati è oggetto di indagine della Procura di Caltanissetta  a seguito del quale  il Presidente del Tribunale di Sorveglianza su provvedimento del Consiglio Superiore della Magistratura ha sospeso dall’incarico la D.ssa Silvana Saguto. Altri sembrano essere coinvolti a questa “allegra gestione”  tra cui anche  amministratori giudiziari, coadiutori e collaboratori tecnici.

La COPS srl è stata costituita circa tre anni fa secondo le indicazioni dettati dall’art. 48 comma 6 della legge 159/2011. Infatti, subito dopo la sua costituzione, fu ricevuta dal precedente direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, dott. Giuseppe Caruso.  Il prefetto Caruso accolse favorevolmente tale iniziativa consegnando alla  Cooperativa    tabulati contenenti  centinaia di appartamenti confiscati che non avevano una destinazione   per fini sociali, quindi inutilizzati. La vendita di tali beni consentivano all’Agenzia di sgravarsi dalle spese di gestione e messa in sicurezza e di fronteggiare un problema abitativo purtroppo esistente anche tra  gli appartenenti delle Forze Armate e le Forze di polizia. 

Dai tabulati, la Cooperativa  estrapolò 177 appartamenti  rispondenti alle esigenze dei soci poliziotti, inseriti in una formale richiesta inviata alla medesima Agenzia. A tale richiesta e fino ad oggi nessun riscontro è stato fornito dall’Agenzia. Nel frattempo, e siamo a  gennaio del 2014,  esplode una polemica in merito ad alcune dichiarazioni espresse dal Prefetto Caruso, che  “denunciava”  compensi “esagerati” agli amministratori giudiziari.  La vicenda fece intervenire anche la Commissione Nazionale Antimafia  il cui presidente on. Rosi Bindi “delegittimò” le dichiarazioni del Prefetto Caruso.

A seguito della mancata risposta alla richiesta da parte della Coop. Cops di acquistare i 177 appartamenti, il Senatore Campanella  avviò una interrogazione Parlamentare,  dove il vice Ministro dell’Interno on.Bubbico,  dichiarò che: “nessuna cooperativa  di poliziotti ha mai richiesto l’acquisto di appartamenti”.

Il dott. Caruso, a termine dell’indagine svolta dalla Commissione Nazionale Antimafia , andò in pensione. A sostituirlo nella conduzione dell’Agenzia nazionale dei beni Sequestrati e Confiscati  è stato il dott. Umberto Postiglione.   Attualmente in carica. Al nuovo direttore sono state inoltrate da parte della Cooperativa Cops, diverse richieste di incontro. Richieste che sono rimaste inevase.

La Cooperativa a questo punto si rivolge allo studio legale dell’Avvocato Carmen Milazzo, il quale invia una nota all’Agenzia con la richiesta di informazioni circa la richiesta dei 177 appartamenti . L’agenzia risponde con una nota che oltre ad essere indirizzata alla Cooperativa e allo studio legale, la stessa veniva inviata a tre amministratori giudiziari e tra questi anche  all’Avv.to Seminara Cappellano.

In occasione di una protesta messa in atto dalla stessa cooperativa e svoltasi presso la sede dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati di Palermo sita in Via Vann’antò.  In quell’occasione una delegazione della Cooperativa fu ricevuta dalla D.ssa Manzo, la quale  consigliò ai componenti della delegazione,  che se volevano acquistare delle case potevano rivolgersi ad alcuni amministratori giudiziari fornendo il nome e  il recapito telefonico  tra questi l’Avv.to Seminara Cappellano.

L’esposto odierno presentato dalla Cooperativa COPS  serve ad accertare eventuali responsabilità alla mancata applicazione della legge 159/2011, ritenendo che la mancata applicazione del disposto di legge ha danneggiato l’interesse legittimo dei soci della Cooperativa, l’erario  per il mancato introito di eventuali risorse economiche e la stessa Agenzia Nazionale dei beni Sequestrati e Confiscati che continua a sostenere spese di gestione sui molti cespiti che non risultano utilizzati e che potrebbero essere venduti.

Gira infine, la notizia che sia stato approvato dal parlamento, un emendamento al codice antimafia, con il quale consenteribbe l'affitto dei beni immobili confiscati alle Forze Armate Alle Forze di polizia e al Corpo dei Vigili del Fuoco. Si tratterebbe,, se fosse vero, della scoperta "dell'acqua calda", perchè la norma che consente l'affitto, ovvero l'assegnazione di un alloggio di servizio a predetto personale è già da anni in vigore ed alcuni dei predetti dipendenti ne hanno beneficiato. L'applicazione di tale emendamento getterebbe ancor di più confusione e dannegierebbe stante ai criteri di affitto, quelle famiglie di poliziotti che vivono certamente in difficoltà economiche ma non possono essere definiti "bisognosi", il cui termine appartiene ad altre realtà sociali a cui esprimiamo la nostra solidarietà. 

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