Cronaca Resuttana-San Lorenzo / Piazza Niscemi

"Dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto", la tre giorni ai Cantieri Culturali

Presentato a villa Niscemi il convegno internazionale sull'immigrazione che prenderà piede nel cuore della Zisa. Orlando: "Un punto di partenza, non d'arrivo, per una città come Palermo che ha deciso di mobilitarsi contro il permesso di soggiorno"

La presentazione a villa Niscemi

Tre giornate di riflessione in materia di diritti umani, per passare "dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto". Questo il tema del convegno che prenderà piede da venerdì 13 a domenica 15 ai Cantieri Culturali della Zisa. Dal permesso di soggiorno alla protezione internazionale, dall'espulsione al contrasto alle discriminazioni: argomenti forti quelli che saranno al centro dell'iniziativa presentata questa mattina a villa Niscemi, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Leoluca Orlando, del presidente del Consiglio comunale, Totò Orlando, dell'assessore alla Mobilità, Giusto Catania, dell'assessore alla Partecipazione Agnese Ciulla e del presidente della Consulta delle Culture, Adham Darawsha

Il programma fa parte della Campagna internazionale "Accendi la mente, spegni i pregiudizi", che si svolgerà in tutta italia in occasione della XI settimana d'azione contro il razzismo. Obiettivo è quello di creare occasioni e luogo di dialogo interculturale, favorendo il superamento degli stereotipi. La scritta "Io sono persona", accanto a un'impronta digitale, è l'immagine scelta dal Comune del capoluogo per "rompere i tabù e dire 'Je suis a person", dice Orlando. "Abbiamo scelto le impronte digitali - spiega - perché evocano le logiche di sicurezza. La vera sicurezza è il diritto di tutti e di ciascuno". Un ampio riferimento poi, al permesso di soggiorno: "E' chiaro – aggiunge – che questo convegno non è un punto di arrivo ma di partenza per una città come Palermo che ha deciso di mobilitarsi contro il permesso di soggiorno, contro una legge che trasforma l’essere umano in un servo del lavoro e il lavoro in un diritto alla vita. Chi ha pagato gli scafisti chi ha perso la vita nelle acque del Mediterraneo aveva il sacrosanto diritto di venire in Europa". 

A prendere parte al dibattito, nel corso della tre giorni, insieme a Comune e Prefettura, il ministero dell'Interno, l'Asp, la capitaneria di porto, la guardia costiera, Unar e Dg Justice della Commissione europea, insieme ad Amnesty International, Asgi, Emergency e Croce Rossa, cui sarà dedicato un padiglione con tutte le iniziative umanitarie svolte ogni giorno. Durante le attività sono previste manifestazioni a carattere informativo, culturale, proiezioni cinematografiche, laboratori didattici e mostre fotografiche. Tra queste, uno spazio sarà dedicato ai cento scatti di "AMare senza confini", la mostra del fotoreporter Igor Petyx, organizzata dalla Croce Rossa in comunione con la Prefettura, che racconta l’arrivo dei migranti a Palermo nel 2014 e la macchina della solidarietà che li ha accolti. 

"Nel nostro pianeta - osserva Giusto Catania - le merci e i capitali si muovono liberamente, gli esseri umani no.  E’ doveroso garantire agli uomini e alle donne di vivere e muoversi liberamente nel pianeta. E’ importante che venga da Palermo quest’appello. Se un gruppo di libanesi non si fosse mosso dal Libano e non avesse deciso di muoversi liberamente verso il Mediterraneo probabilmente non sarebbero nate Palermo, Cartagine, Tunisi". Infine l'appello di Adham Darawsha. "Certamente questo è un evento importante non solo per Palermo ma per l'Italia e l'Europa. Sono anni che sul tema dell'immigrazione non si muove niente. Noi crediamo che la mobilità sia un diritto ancestrale che deriva dai nostri antenati. Da Palermo chiediamo all'Europa una politica migratoria più umana – conclude – con leggi che consentano agli immigrati di entrare e soggiornare in modo legale". 

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