Concorso straordinario Farmacie della Sicilia, si riuniscono i 22 vincitori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Domenica 30 ottobre i farmacisti vincitori del concorso straordinario Farmacie della Sicilia (Legge Monti 24.01.2012 n.1, convertito con modificazioni dalla Legge 2 12 n. 27), si riuniranno a Caltanissetta, all'hotel San Michele alle 9.30. 

La legge su citata consente l'apertura di 222 nuove farmacie in Sicilia e i vincitori del concorso, tutelati da due sentenze del CGA Sicilia e Tar Palermo, chiedono che vengano rimossi tutti gli impedimenti frapposti dalla burocrazia, che di fatto congelano l'applicazione della norma, che avrebbe visto la realizzazione del progetto entro l'anno 2013. Si parla di apertura di farmacie in zone ove il servizio è carente, e quindi viene meno o addirittura ignorato, il pubblico servizio. La litigiosità generata da interessi personali, ha generato una serie di cause civili, ma il pubblico interesse non può essere prevaricato o bloccato.

il provvedimento legislativo darebbe parziale risposta alla disoccupazione intellettuale, e a costo zero per la collettività si creerebbero nuove occasioni lavorative, con sviluppo dell'indotto conseguente.Non si comprende il perchè della lentezza burocratica, sopratutto nel meridione, dove certa politica riesce a proteggere interessi di consolidate posizioni, a danno dello sviluppo sociale.

In buona parte di regioni della nostra Italia, la norma è una realtà e se la legge tutela tutto il territorio nazionale, anche se regione di confine, non si comprende perché la Sicilia debba sempre eccellere in inettitudine, sciatteria e depressione dello sviluppo economico.

Non si comprende perché si debba sempre guerreggiare. A cosa serve annunciare con altisonanti proclami nuovi concorsi quando poi si blocca la loro conclusione.

Senza indugio i farmacisti vincitori del concorso, chiedono l'apertura delle sedi farmaceutiche, ricordando comunque il danno economico subito dalla stasi a cui gli enti preposti li sottopongono

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