Cronaca

Lavoro e scuola, Camusso in città: "Ridurre disuguaglianze col Nord"

Due giorni di dibattito organizzati dalla compagine siciliana della Cgil. Il leader del sindacato ha puntato il dito contro la delega al sistema imprese, difficile da attuare al Sud: "Sono più gli imprenditori venuti con i finanziamenti e poi scappati. Pochi i consolidamenti effettivi"

Susanna Camusso a Palermo - foto Michele Pagliaro

Il leader della Cgil a Palermo per parlare di lavoro e riforma della scuola. Partire dal "Sud per rilanciare il paese". Questo il tema al centro di una due giorni di dibattito promossa dalla compagine siciliana del sindacato al San Paolo Palace Hotel, con un'ospite d'eccezione Susanna Camusso, che mette subito in chiaro: "Il Mezzogiorno non è nelle corde di questo governo, perché vorrebbe dire affrontare concretamente il tema di quali sono gli investimenti che mette in moto" (GUARDA IL VIDEO).

La Cgil ha lanciato un confronto con le regioni del Mezzogiorno, con il mondo universitario, imprenditoriale e sociale sulla necessità di progettare nuove politiche economiche per lo sviluppo. "Sarebbe complicato fare l'operazione che viene fatta oggi sul Paese, di delega al sistema delle imprese, visto che qui - ha dichiarato Camusso - ci ricordiamo più di imprenditori venuti con i finanziamenti e poi scappati, piuttosto che di consolidamenti effettivi. Quindi richiederebbe un pensiero, una proposta, un progetto e l'idea che bisogna ridurre le disuguaglianze, come quella tra Nord e Sud. Non serve correre, bisogna rimettere le fondamenta".

Durante l'incontro il leader della Cgil ha trovato spazio per parlare anche della riforma della scuola: "Non è altro che un restyling di cattivo gusto dell'esistente. Le nuove generazioni hanno bisogno di un obbligo scolastico più lungo, non più breve. La dispersione scolastica sta aumentando in tutte le zone critiche del Paese e cresce - ha aggiunto -  con una dinamica di classe: adesso abbandonano gli studi i figli dei disoccupati. La crisi impedisce a tante famiglie non di iscrivere i figli all'università ma persino di mantenere il ciclo scolastico secondario".

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