Esperti del mondo dell’agricoltura sociale a confronto al Castello di Maredolce 

Nel corso del convegno saranno presentati anche i risultati del progetto "Dalla semina al pane”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Esperti del mondo dell’agricoltura sociale a confronto sulle molteplici sfaccettature delle attività agro-sociali domani, a partire dalle 17.30, al Castello di Maredolce. Nel corso del convegno, dal titolo "L’agricoltura sociale e l'impegno dell'Esa per lo sviluppo socio economico della regione", la cooperativa So.Svi.Le. (Solidarietà, sviluppo e legalità) presenterà i risultati del progetto "Dalla semina al pane” che ha permesso la ristrutturazione di un bene confiscato alla mafia e la sua trasformazione da casolare abbandonato a forno rurale.

Il convegno in programma sarà l’occasione per riflettere sul valore sociale dell’agricoltura passando in rassegna esperienze positive e pratiche replicabili: dagli interventi volti a garantire equità di reddito ai produttori ed equità di acquisto ai consumatori - sono un esempio le pratiche dei gruppi di acquisto solidale - all’impiego di manodopera in parte costituita da soggetti svantaggiati in una filiera produttiva di trasformazione del prodotto agro-biologico, o ancora all’incontro tra l’azienda agricola in bio e il modello delle fattorie sociali che aggiunge all’attività di produzione agricola anche dei servizi educativi per scolaresche e gruppi familiari, laboratori di manipolazione delle materie prime in favore di soggetti con sindromi dello spettro autistico, e show cooking in azienda rivolti a persone con disturbi alimentari per la corretta alimentazione salutista.

La tavola rotonda si inserisce nell'ambito del progetto "Dalla semina al pane - Nuove opportunità di sviluppo sociale”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e promosso dall’Esa - Ente sviluppo agricolo, dalla cooperativa sociale So.Svi.Le - Solidarietà, Sviluppo e Legalità, dal CoRiSSIA - Consorzio di Ricerca per lo Sviluppo di Sistemi Innovativi Agroambientali e dal Comune di Roccamena. 

Forno rurale - contrada Castellana tra Monreale e Roccamena (1)-2Il progetto, che ha perseguito l’obiettivo di valorizzare un bene pubblico situato in contrada Castellana tra Monreale e Roccamena, facilitarne l’accessibilità e la fruizione, favorendo la promozione dell’occupazione sociale giovanile, ha previsto la ristrutturazione di un bene confiscato alla mafia e trasformato in forno rurale per la chiusura della filiera cerealicola e per la promozione della cultura della terra e del pane in un territorio a forte vocazione agricola e turistica. All’interno della struttura confiscata a Bennardo Bommarito, mafioso affiliato alla cosca di San Giuseppe Jato, verranno occupate tre unità di lavoro giovani di cui due donne.

L’attività artigianale per la trasformazione di grani antichi locali e di altre varietà cerealicole ha una capacità produttiva di 300 Kg di sfarinati per step giornaliero: sono già stati installati tutti i macchinari e le attrezzature indispensabili alla panificazione, mentre l’inizio della produzione è previsto a partire dal prossimo luglio 2019.

Il progetto ha inoltre previsto una fase di accompagnamento di oltre 16 ragazze e ragazzi, alcuni dei quali migranti ospiti dello SPRAR di Roccamena, all’acquisizione di conoscenze teorico-pratiche per l’attività di lavorazione delle farine di cerali per la produzione di pane tradizionale di Monreale e di dolci e salati da forno della tradizione locale dell’Alto Belìce Corleonese. 

Torna su
PalermoToday è in caricamento