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Il fermo dei due presunti scafisti

Il fermo dei due presunti scafisti

"Uomini armati seguivano i gommoni", convalidati i fermi dei due presunti scafisti

Sono arrivati in città a bordo della "Chimera" della marina militare. Fondamentali per l'applicazione della misura cautelare le immagini raccolte sulla nave e i racconti di alcune donne. Più di 2 mila euro il costo del ticket pagato dai migranti per la traversata

Restano in carcere due presunti scafisti arrivati pochi giorni fa. Questa la decisione del gip del tribunale di Palermo Maria Pino, che ha convalidato il fermo di Ibirmi Abububi, ghanese di 32 anni, e Omaru Samateh, gambiano di 22 anni (entrambi nelle foto in basso), accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono stati individuati e fermati la notte successiva allo sbarco dagli investigatori della Squadra Mobile e dagli uomini della guardia di finanza, che hanno visionato le immagini raccolte a bordo della nave e ascoltato alcuni dei migranti. I gommoni sui quali viaggiavano insieme ad altre 362 persone, giunte poi al molo Puntone, "venivano seguiti da altre imbarcazioni con uomini libici armati".

Secondo quanto ricostruito i due risulterebbero appartenere a una più ampia e violenta organizzazione criminale dedita al traffico di esseri umani. Ciò che è emerso dalle indagini svolte è un "tragico spaccato di prevaricazioni e sofferenze patite dai migranti, sia nelle fasi preparatorie - spiegano gli investigatori - sia durante il viaggio per raggiungere le coste italiane: dalla segregazione sotto vigilanza armata all’interno di una fattoria nell’entroterra di Sabrata, a circa due miglia dalle spiagge, fino al trasbordo sui gommoni utilizzati per la traversata, in condizioni precarie e stretti uno sull’altro".

Ognuno dei passeggeri, per imbarcarsi e sperare di arrivare a destinazione, avrebbe versato ai trafficanti una somma pari a poco più di 2 mila euro. A cinque giorni dal loro arrivo in Italia il gip Maria Pino, su richiesta del pm Daniela Varone, ha convalidato il fermo dei due scafisti applicando la misura della custodia in carcere, eseguita dalla Squadra Mobile e dal Gico della guardia di finanza. Per i due africani accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dunque, si sono aperte le porte del Pagliarelli.
 

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