Cronaca

Evasione e riciclaggio, convalidato il sequestro dell'impero cinese Z&H

Così ha deciso il tribunale di Termini Imerese. Scende da 2,5 a 1,7 milioni il valore del sequestro per equivalente relativo alla contestazione di evasione fiscale. Gli ex lavoratori a PalermoToday: "Siamo creditori da 3 anni, non dimenticatevi di noi"

Convalidato il sequestro milionario dell’impero cinese di Z&H srl. Così ha deciso il giudice del tribunale di Termini Imerese dopo le indagini della guardia di finanza che hanno portato all’apposizione dei sigilli ai sette centri commerciali riconducibili a cinque società legate a due coniugi per un valore di 8 milioni di euro. Scende da 2,5 a 1,7 milioni l’importo del sequestro per equivalente relativo alla contestazione di evasione fiscale. Un’evasione che sarebbe stata garantita dalla “sostituzione di un’impresa in decozione - hanno ricostruito le fiamme gialle - con nuove società che avrebbe permesso di operare senza interruzioni".

Tra i punti vendita colpiti dal provvedimento eseguito dagli uomini e le donne del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo ci sono quelli di via Ugo La Malfa, via Generale Di Maria, Mondello e quello al Centro Guadagna. Le indagini sono state avviate a seguito del fallimento di una nota catena d’abbigliamento e altri prodotti non alimentare con sede a Bagheria, gestita e posseduta da una famiglia di origine cinese che aveva prodotto un volume di fatturato pari a diversi milioni di euro. Un modus operandi alla quale la finanza ha posto un freno interrompendo le condotte considerate fraudolente a tutela dell’Erario.

"Turni massacranti, niente ferie e topo fra la merce"

Non si sentono invece tutelati gli ex dipendenti della Z&H srl che, negli scorsi giorni, hanno scritto una lettera a PalermoToday: "Siamo creditori della stessa azienda come stabilito da alcune sentenze del tribunale del lavoro di Termini. Da più di tre anni - sostiene un gruppo di persone che lavorava alla corte dei coniugi cinesi - siamo in attesa di vedere pagati i nostri crediti e per tale ragione abbiamo chiesto e ottenuto il fallimento della società, depositando alle autorità competenti diversi esposti e denunce con allegati documenti".

Dopo aver letto sui giornali del sequestro e aver ringraziato le forze dell’ordine e la magistratura non è scemata invece la loro preoccupazione: "Abbiamo appreso che i centri commerciali hanno riaperto, anche se - scrivono ancora - ci è stato riferito che dovrebbe essere stato nominato un amministratore giudiziario. In qualità di creditori ed ex dipendenti che da anni lottano per ottenere giustizia chiediamo a gran voce che le autorità controllino la corretta applicazione della legge per evitare che le misure cautelari adottate anche a nostra tutela non risultino vane e che il lavoro svolto dagli investigatori non venga disperso".

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