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La Scientifica durante i rilievi nel luogo dell'omicidio

La Scientifica durante i rilievi nel luogo dell'omicidio

Omicidio in officina ad Agrigento, fermo convalidato: Riggio resterà in carcere

Così ha stabilito il gip per il 27enne reo confesso dell'uccisione del socio, Giuseppe Mattina. Alla base dell'accaduto ci sarebbero state motivazioni economiche legate alla loro attività

Convalidato il fermo di Giovanni Riggio, reo confesso dell’omicidio di Giuseppe Mattina. Così ha stabilito il gip Wilma Mazzara per il palermitano di 27 anni che nella notte fra il 5 e il 6 maggio si è costituito al commissariato Brancaccio ammettendo di aver colpito a morte il socio agrigentino. A determinare il delitto sarebbe stata una lite per motivazioni economiche legate alla loro attività.

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L’indagato aveva, insieme alla vittima, aperto una società di rivendita di auto usate. Per avviare l’attività, Mattina - spiega Riggio - si sarebbe rivolto a degli usurai per ottenere un prestito. I due avrebbero concordato che Riggio, ogni mese, doveva restituire 550 euro per saldare il conto. Proprio la notte dell’omicidio i soci avrebbero avuto una discussione per ragioni economiche.

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Riggio ha riferito che Messina avrebbe minacciato di uccidere la figlia e di abusare della moglie se il palermitano non gli avesse fatto avere quanto prima i soldi. Poi avrebbe tentato di colpirlo con un oggetto contundente trovato nella stessa officina. L’indagato, quindi, si sarebbe difeso e l’avrebbe ucciso, prima di recarsi in commissariato per confessare l’accaduto.

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