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(foto archivio)

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Controlli nelle aziende agricole, 9 su 11 non sono in regola: sanzioni per oltre 100 mila euro

Scovati 28 lavoratori "in nero" su 51. Tre i datori di lavoro denunciati per il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Sospesa temporaneamente un'attività: più del 20% della manodopera impiegata non aveva alcuna forma di contratto

Otto aziende irregolari e una "fantasma" su undici sottoposte a controllo. Sono solo alcuni numeri dell’attività svolta dal Gruppo carabinieri per la tutela del lavoro, insieme ai militari della compagnia di Corleone, che hanno passato al setaccio diverse imprese agricole che commerciano uva e meloni in provincia di Palermo. Complessivamente sono stati identificati 51 lavoratori, 28 dei quali totalmente "in nero". Per altri 12 invece è stata accertata qualche irregolare sotto il profilo della gestione del lavoro.

Tre in tutto i datori denunciati alla Procura della Repubblica per il mancato rispetto delle norme di sicurezza, ovvero per non aver redatto il documento di valutazione dei rischi, aver omesso la sorveglianza sanitaria, per la mancata formazione dei lavoratori o per aver impiegato minori al lavoro in violazione alla legge 977/67. Per una delle aziende è stata disposta la sospensione temporanea dell’attività per aver impiegato manodopera in nero in numero superiore al 20% rispetto a quella presente.

Le sanzioni amministrative irrogate ammontano complessivamente a 102.960,00 euro, mentre le ammende a 20.656,00 euro. "Sono in corso accertamenti - spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri - per valutare la posizione di 3 lavoratori percettori del reddito cittadinanza. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane".

“Esprimiamo soddisfazione per il risultato delle  operazioni di polizia, che hanno fatto emergere diversi casi di sfruttamento del lavoro nero in agricoltura nel corleonese, pur mantenendo ferma la convinzione che occorrerebbe intensificare e rendere organici tali controlli”. Lo dichiarano Calogero Guzzetta, segretario Cgil Palermo, Dario Fazzese segretario generale Flai Cgil  Palermo e Cosimo Lo Sciuto, segretario della Camera del Lavoro di Corleone, che aggiungono: “Già due anni fa denunciammo la forte presenza del fenomeno del capolAralato e della schiavitù nei campi con l’iniziativa del sindacato di strada, fatta proprio nelle campagne del  corleonese. Crediamo che, per  contrastare concretamente la piaga del lavoro nero, dannoso per i lavoratori ma anche per l’economia della nostra provincia, rappresentata  anche da tante aziende sane che rispettano i contratti di lavoro, sia necessario costituire immediatamente, anche a Palermo,  il collocamento pubblico in agricoltura e la rete del lavoro agricolo di qualità. In questo modo, regolando in modo trasparente il rapporto tra domanda e offerta di lavoro, si darebbe piena attuazione alla legge 199 del 2016 di contrasto al caporalato, colpendo sempre più duramente chi non rispetta le regole e i diritti dei lavoratori ma anche aiutando e sostenendo le aziende sane del territorio”.

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