Cronaca

Controlli a tappeto nelle pescherie: il 60 per cento non è in regola

Maxi operazione della Guardia costiera. Setacciati anche ristoranti, locali etnici, supermercati, mercati rionali e ambulanti dalla Kalsa a Mondello, ma anche in provincia. Sequestrati oltre 800 chili di pesce, denunciate 21 persone

Ristoranti, locali tipici, osterie, trattorie, punti di ristoro turistici, locali etnici e sushi, hotel con ristorazione, supermercati e grande distribuzione, pescherie, mercati rionali, punti vendita surgelati, grossisti. Una maxi operazione della Guardia costiera, denominata “Mekong”, è stata eseguita su scala nazionale dal comando generale del corpo delle capitanerie di Porto e coordinata a livello regionale dalla direzione marittima di Palermo. Operazione che ha portato all'emissione di 108 sanzioni amministrative con multe per quasi 175 mila euro, alla denuncia di 21 persone e soprattutto al sequestro di ben 800 chili di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione.

Tra i casi particolari da segnalare ci sono i controlli nella ristorazione etnica. Sono stati sottoposti a controllo numerosi ristoranti etnici e sushi, tra i quali cinesi, indiani, filippini, marokkini, brasiliani, messicani, arabi. E' stato riscontrata una media di 1 ristorante su 5 non in regola con le norme sulla rintracciabilità dei prodotti ittici

In collaborazione con la Questura sono stati sottoposti a controlli punti di ristorazione in zona calde della città quali la Kalsa, la Vucciria, Mondello ed il centro storico. Un ristoratore ambulante tra la Kalsa ed il Foro Italico è stato denunciato perchè somministrava ai clienti prodotto ittico in cattivo stato di conservazione. Complessivamente oltre il 60% dei ristoranti controllati non era in regola con le norme sulla rintracciabilità dei prodotti ittici.

Nel settore dei punti vendita dettaglio surgelati sono stati riscontrati oltre il 70 % non in regola circa il rispetto delle norme sulla corretta etichettatura dei prodotti ittici preconfezionati e dei prodotti sfusi. Inoltre in due punti vendita sono state rinvenute partite di pesce congelato in vendita nel bancone ma scadute nei mesi di agosto e settembre 2012. Ovviamente il prodotto è stato sequestrato ed i titolari dei negozi verbalizzati.

In un noto centro di distribuzione in zona Sampolo è stato verbalizzato il titolare per “pubblicità ingannevole” con un verbale da 6 mila euro. Infatti veniva messo in vendita prodotto preconfezionato e correttamente etichettato quale filetti di “ling” ma sul bancone lo stesso veniva spacciato come il più pregiato “baccala” salato.

Controlli anche nelle pescherie. Gran parte delle pescherie controllate non erano in regola con le norme sulle etichette dei prodotti freschi posizionati sul bancone e sulla tracciabilità dei prodotti ittici. Circa il 60 % delle pescherie sono state infatti verbalizzate per tali violazioni. Inoltre, in una pescheria del centro città il titolare è stato denunciato in quanto vendeva prodotto ittico maleodorante ed in evidente stato di cattiva conservazione. Infatti il pesce era vecchio più di 7 giorni e lo stesso spacciava tale prodotto quale fresco. Grande risalto e stupore tra la popolazione nel vedere gli uomini ed i mezzi della guardia costiera nei comuni dell’entroterra, spingendosi anche nel profondo hinterland della Provincia.

In particolare da evidenziare gli uomini della guardia costiera tra la neve di Piana degli Albanesi a metà dicembre. Controllati i comuni di Monreale, Altofonte, Montelepre, Partinico, San Giuseppe Jato, Piana degli Albanesi, Misilmeri, Bolognetta, Marineo, Belmonte Mezzagno, Borgetto, Corleone. In questi comuni i controlli sono stati svolti nei confronti dei mercatini rionali, pescherie ed ambulanti su strada, conseguendo eccellenti risultati. Ben l'80 % dei locali controllati (pescherie) non era in regola con le norme su etichettatura e tracciabilità.

Inoltre sono stati individuati e denunciati alla Procura della Repubblica ben 8 ambulanti che effettuavano vendita su strada di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione in quanto detenuto in assenza di ghiaccio ed esposto alle polvere sottili ed allo smog dei veicoli che transitavano. I controlli nei mercati rionali di Palermo e dei comuni dell'entroterra hanno dimostrato che i soggetti che effettuano attività di vendita svolgono la stessa in maniera del tutto incontrollata ed illegale. Elevate il 100% di multe ai banchi di pesce all'interno dei mercati per mancanza di etichette, etichette incomplete, pesce decongelato spacciato per fresco, carenza di informazioni al consumatore, mancata tracciabilità e provenienza dei prodotti. Inoltre sono stati denunciati e sottoposti a sequestro ben 6 ambulanti abusivi che effettuavano la vendita di pesce fuori dal mercato detenendo lo stesso in cattivo stato di conservazione.

Infine, effettuato un blitz nel quartiere Brancaccio dove, unitamente al personale del Commissariato della polizia di stato e della questura, sono stati rintracciati e denunciati, in una sola mattinata, ben 8 venditori ambulanti su strada che vendono pesce vario, cozze, ostriche, vongole, baccalà e polpa di ricci in completo stato di cattiva conservazione. Inoltre altri ambulanti sono stati denunciati in altri quartieri della città ed a Mondello.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Controlli a tappeto nelle pescherie: il 60 per cento non è in regola

PalermoToday è in caricamento