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Cronaca Resuttana-San Lorenzo / Viale del Fante

Controlli antiterrorismo a Palermo, aveva documenti falsi: arrestato

Quando i carabinieri sono andati al campo nomadi viale del Fante si sono imbattuti nel serbo Velija Ahmetovic. Ma la sua carta d'identità riportava il nome di uno sloveno, Amed Sinan. Sulla sua testa pendevano degli ordini di espulsione dal territorio italiano

Con i suoi documenti falsi era riuscito a sfuggire alla legge e agli ordini di espulsione dal territorio italiano. I carabinieri hanno arrestato un serbo di 47 anni. Velija Ahmetovic, trovato nel campo nomadi di viale del Fante con una carta d’identità e una patente contraffatte. I militari erano andati ad effettuare un controllo antiterrorismo andando a bussare in diverse baracche, tra le quali quella abitata dall’uomo, il quale ha fornito agli investigatori generalità diverse dalle proprie ed esibendo i documenti rilasciati dalla Repubblica slovena ad Amed Sinan, nato a Ljubljana, ma con stampate le proprie foto.

Per i carabinieri è stato sufficiente dare un'occhiata ai documenti per capire che fossero falsi, “soprattutto per la qualità scadente degli stessi - spiegano dal Comando provinciale - poiché si piegavano facilmente invece di essere rigidi”. Ahmetovic è stato posto in stato di fermo per l’identificazione e accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione. Dalla banca dati sono saltati fuori i suoi precedenti e gli “alias” utilizzati per sfuggire al suo destino. A quel punto il 47enne è stato sottoposto ad accertamenti con l'obbiettivo di arrivare alla sua vera identità. “Abbiamo contattato l’ufficio di polizia di frontiera di Trieste-Fernetti - aggiugono dal Comando - dal quale abbiamo appreso che i documenti risultavano completamente falsi: un grosso ‘tarocco’ grazie al quale era riuscito a eludere le maglie della giustizia”.

controlli campo nomadi viale del fante 1-2Andando a ritroso tra i suoi precedenti i militari si sono resi conto che Ahmetovic, già dagli anni ’80, girava per l’Italia con un altro nome e commettendo reati. Nel 1990 per lui si aprirono le porte del carcere a Pescara con un capo d’imputazione, fra gli altri, per omicidio doloso. Nel 2006 aveva potuto beneficare dell’indulto tornando a piede libero. Quattro mesi dopo la questura emise un provvedimento di espulsione che non venne rispettato, tanto che altri quattro mesi dopo venne "pizzicato" a Reggio Emilia e arrestato per violazione della legge Bossi-Fini. Poi tornò in libertà. “Nessun cambio di condotta e nessun ritorno a casa. Con una trovata banale - aggiungono - ha convertito la sua identità in Amed Sinan, cittadino sloveno e quindi comunitario, in Sicilia dal 2010 e con alle spalle piccoli precedenti”.

Da allora non è stato più tratto in arresto, sottoponendosi a rilievi dattiloscopici, e l’ha sempre fatta franca. O almeno fino all’altro giorno, quando i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno voluto vederci chiaro sulla sua identità. Tutti i documenti recuperati nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro giudiziario. Velija Ahmetovic  è stato dichiarato in stato di arresto per il reato di possesso di documenti di identità validi per l’espatrio falsi finalizzati all’occultamento della reale identità e inottemperanza di lasciare il territorio nazionale. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato giudicato con rito direttissimo che si è concluso con la convalida dell’arresto.

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