Contro la tratta di esseri umani: all'Ascione incontro di sensibilizzazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

«Cominciamo da una domanda: "Avete mai incrociato lo sguardo delle prostitute che sostano in luoghi ben noti di Palermo?". Hanno dai 13 anni in su» Ha esordito così Carmela Grillone, intervenuta al seminario "Contro la tratta di esseri umani" di questa mattina all'Istituto Ascione di Palermo. «Come sono arrivate in Italia?» ha poi continuato la docente ricercatrice, volontaria antitratta di "Unità di Strada", e autrice di un libro sulla tratta di esseri umani, The new gendered plundering of Africa: Nigerian prostitution in Italy, uno studio sullo sfruttamento sessuale delle ragazze migranti a Palermo.

Storie di donne sconosciute solo apparentemente lontane. «Il fenomeno della prostituzione e dello sfruttamento sessuale, anche di minorenni, dilaga perché ci sono i clienti, che nella mia ricerca ho definito "sfruttatori finali". Dovrebbero essere loro a essere puniti, sul modello della legge svedese "Sex purchase act" del 1999, entrata in vigore anche in altri paesi europei come la Francia, con un sensibile calo della prostituzione». Domanda e offerta, interessi economici e accordi criminali internazionali, ipocrisia e indifferenza. «Alcune di queste ragazze non hanno un'identità. Nate nei villaggi nigeriani non vengono registrate all’anagrafe, non sono nessuno neppure per il paese da cui provengono». «Quanto è profonda la sofferenza di queste ragazze!» ribadisce Egbon Osariemen, Presidente di "Donne di Benin City", un'associazione di ex-vittime sfuggite alla tratta, che si impegnano a loro volta a sottrarre alla strada le loro connazionali, costrette a prostituirsi per riscattare il prezzo del viaggio e della propria libertà. «Informiamo e prospettiamo loro un percorso alternativo, possibile, di liberazione e rinascita. Parliamo la stessa lingua, conosciamo il loro modo di pensare e vivere, le simbologie religiose, le ansie e le paure, le minacce di morte, anche nei confronti dei parenti prossimi, ne capiamo il silenzio e l'omertà, sanciti da riti e giuramenti voodoo, senza tuttavia che la controparte, i carnefici, mantengano quanto loro promesso: una vita migliore, un lavoro come baby sitter, badante, parrucchiera, attrice».

Approfondimenti culturali e storici sulla Nigeria, paese "decolonizzato", curati dal Prof. Nino Rocca dell'Associazione "Centro Giuseppe Impastato", hanno mostrato le connessioni tra passato e presente, facendo luce sulle attuali dinamiche della migrazione. Incisiva e trascinante la testimonianza di Samson Olomu, Presidente “Nigerian Association Sicilia”, che rivolge un appello alla giovane platea dell'Auditorium: «We are the world! Se non ci siamo noi, non c'è il mondo. La tua voce, la tua presenza conta. Guarda e vedi, con il cuore. È il momento per decidere di vivere in pace!». «A Palermo c'è anche tanta solidarietà»-ha affermato l'Avv. Antonietta Alongi, Console Onorario della Repubblica di Capo Verde- «Cospicua la somma raccolta a giugno in occasione dello spettacolo di "Benin City Palermo: La Sfida del Coraggio", andato in scena al Teatro di Verdura, per realizzare una casa di accoglienza per le vittime di tratta». «Tutto intorno a me ci sono volti familiari. Luoghi e volti logori. It’s a very Mad world enlarged in your world», intonano gli studenti dell'Ascione a conclusione dell'incontro.

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