Cronaca

Guardia costiera, il contrammiraglio Roberto Isidori lascia Palermo

La guida della direzione marittima della Sicilia occidentale sarà affidata al comandante in seconda sino alla nomina del nuovo ammiraglio. Ecco il bilancio degli interventi e delle operazioni degli ultimi tre anni

Roberto Isidori lascia Palermo e la guida della direzione marittima della Sicilia occidentale. Si è svolta questa mattina la cerimonia voluta dal contrammiraglio  per salutare, a tre anni dal suo insediamento, il personale dei vari comandi prima del trasferimento a Roma. Tre lunghi anni durante i quali, nonostante le  restrizioni legate alla pandemia, la guardia costiera di Palermo "ha conseguito risultati di assoluto rilievo - si legge in una nota - in molteplici settori riscuotendo il plauso da parte delle diverse istituzioni e dell’intera cittadinanza quale sicuro punto di riferimento nella gestione delle criticità di volta in volta affrontate". Sino alla nomina del nuovo ammiraglio, la guida sarà affidata al comandante in seconda.

La maggiore dell’impegno è stato profuso nel settore operativo, soprattutto in materia di soccorso e salvaguardia in mare, che ha consentito nel periodo considerato di trarre in salvo oltre 5.000 persone in più di 900 operazioni di ricerca e soccorso. "Non meno rilevante - prosegue la nota - è stata l’attività condotta in materia di tutela ambientale che, a seguito di una capillare azione di monitoraggio e controllo, ha assicurato la restituzione di numerose aree demaniali marittime abusivamente occupate con l’elevazione di 185 sanzioni amministrative, 127 notizie di reato e 47 sequestri".

Nell’ambito delle diverse operazioni Mare sicuro sono stati elevati 3.132 verbali amministrativi e protocollate 327 notizie di reato, per la repressione di condotte illecite e pericolose, come purtroppo dimostra anche l’ultimo incidente avvenuto pochi giorni fa nelle acque di Cefalù. Nella vigilanza sulla pesca e più in generale nei controlli dell’intera filiera ittica, sono stati eseguiti - prosegue la nota - oltre 30 mila controlli tra mercati, pescherecci, esercizi commerciali di vendita del pescato e di ristorazione, con l’elevazione di 77 notizie di reato, quasi duemila sanzioni amministrative per un valore di oltre 3 milioni di euro ed il sequestro di quasi 1.500 attrezzi da pesca illegali e 225 mila chili di prodotto ittico.

"Tale attività - si legge ancora - oltre a tutelare la salute del consumatore finale, è stata sicuramente una risposta per tutte quelle imprese che hanno sempre rispettato la normativa di settore e creduto in una pesca sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Meritevoli di particolare menzione i risultati conseguiti nel potenziamento delle infrastrutture e dei traffici commerciali nei porti di giurisdizione, ottenuti attraverso il costante e sapiente dialogo con il cluster marittimo, l’Autorità di sistema portuale e tutte le istituzioni con le quali nel triennio si sono consolidati gli eccellenti rapporti di costruttiva e armoniosa collaborazione, punto di forza per il perseguimento di una pubblica amministrazione efficiente ed al servizio del cittadino".

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