Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

LETTORI. "A Palermo pure al sole c'abbuttò"

"Il sole splendeva sempre ed era primavera già a febbraio". Ecco le tante contraddizioni del capoluogo riassunte nella lettera firmata da Federica Virga: "Si mangiano panelle, milza e crocché ma se non butti la carta a terra 'ti fa acitu'"

Porta Felice - foto di Pablo Passariello

Riceviamo e pubblichiamo:

"A Palermo c’è la munnizza per le strade, però i locali chiudono per occupazione abusiva di suolo pubblico. A Palermo 'scendi' a Mondello e 'sali' a Monreale, ma qua l’unico mare che si conosce è quello in cui stiamo annegando e l’unica montagna accessibile si trova ai bordi delle strade. A Palermo precipitano le palazzine nel centro storico, però lì gli esercenti non chiudono.

A Palermo la Vucciria fa stato a sé, lì puoi bere, mangiare, ballare, fumare, anche scopare, con pochi spiccioli perché non importa quanta mafia c’è, ma quanto Stato non c’è. A Palermo Uwe ti ama, sono i 'vuccirioti' che ti odiano chiamando quella piazza GarraffaEllo. A Palermo c’è odore di Berlino, infatti anche se alzano un muro gli abusivi dell’est sentono il bisogno di riabbracciare gli abusivi dell’ovest. A Palermo certi esercenti non hanno neppure le licenze, però continuano a lavorare noncuranti di regole e ordinanze.

A Palermo di notte mangi le panelle, il panino con la milza, il polpo bollito, le crocché, il calzone fritto, il cartoccio, il cornetto se hai lo stomaco un po’ più delicato, ma se non butti la carta a terra 'ti fa acitu'. A Palermo le ordinanze sono ad personam, perché la musica alta dà fastidio solo in alcune parti della città. A Palermo puoi orinare un po’ dove ti capita, sia tu che il tuo cane, però se sosti più di trenta secondi senza scheda parcheggio prendi la multa.

A Palermo gli imprenditori vengono derubati, i ragazzi vengono derubati, le famiglie vengono derubate, tutti vengono derubati, ma come si suol dire 'non si può fottere a casa del ladro', quindi gli imprenditori rubano, i ragazzi rubano, le famiglie rubano. A Palermo allo stadio si va solo quando i rosanero sono in serie A, se la squadra è in serie B si ritorna a tifare per le strisciate storiche in attesa della nuova promozione. A Palermo allo stadio, per i concerti, in discoteca, per gli eventi dai 5 euro, a volte 10, al posteggiatore perché se no 'ti spirisci a machina', poi però 1 euro di elemosina al semaforo è troppo caro e i lavavetri devono tornare al loro paese.

A Palermo la mancia al bar non si lascia, ma u cafè al posteggiatore lo si offre. A Palermo ci si lamenta delle cabine nella spiaggia di Mondello, però lo scheletro della pollanca resta seppellito nella sabbia, in compagnia di mozziconi di sigarette, lattine di coca cola, carte di 'brioscie' con il gelato e cannucce. A Palermo si piangono i morti sulle strade e si inneggia all’omicidio stradale, però i giovani, i meno giovani, gli anziani, i vecchi, i neo patentati, gli incensurati e anche gli avanzi di galera, vanno in giro ad una velocità media superiore a quella imposta dal codice della strada senza neppure la cintura di sicurezza.

A Palermo il codice della strada è a statuto speciale, il pedone deve attraversare in obliquo, il motociclista deve superare a destra, l’automobilista deve posteggiare sulle strisce, poi però chiami 'l’amico' di turno che cancella ogni infrazione. A Palermo chiudono i teatri e muore la cultura, ma qui nessuno si chiede perché. A Palermo cala il sipario di vecchi cinema, negozi, bar, ristoranti, teatri storici della città, ma se provi a far sparire un lapino ambulante di leccornie sono cazzi e pure amari.

A Palermo sull’autobus si va senza biglietto, a Londra invece il turista in metro deve goffamente spiegare in 'siculenglish' che il biglietto lo ha obliterato solo che lo ha smarrito. A Palermo le punte di diamante del mercato artigianale e non, chiudono e licenziano i dipendenti, però qui aprono i grandi brand della moda internazionale perché fa figo dire 'scianèl'. A Palermo una volta splendeva sempre il sole ed era primavera da febbraio, adesso pure al sole c’abbuttò.

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