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Ai palermitani piacciono le "bionde": seconda piazza d'Italia per le sigarette di contrabbando

Il primato spetta a Napoli. Lo rivela uno studio curato da "Intellegit", la start-up sulla sicurezza dell'Università degli Studi di Trento, con il contributo di British American Tobacco Italia

Circa 6 sigarette ogni 100 fumate in Italia - il 5,8% - sono illecite. Il contrabbando resiste in particolare al Sud e nelle città portuali e di confine. Il primato spetta a Napoli, ma Palermo "si difende" e conquista il secondo posto. Sono alcuni dei dati contenuti nello studio "L'Italia del contrabbando di sigarette. Le rotte, i punti di transito e i luoghi di consumo", curato da "Intellegit", la start-up sulla sicurezza dell'Università degli Studi di Trento, con il contributo di British American Tobacco Italia (BAT).

Nel Bel Paese la regione più interessata è la Campania. A Napoli è illecito quasi 1 pacchetto su 3 (28%); seguono Palermo (12%), Giugliano (provincia di Napoli, 10%) e Salerno (più del 6%); l'unica città del Nord Italia a posizionarsi nei primi posti è Trieste (4,4%), mentre a Milano e Torino l'illecito rappresenta il 2,1%. La metà dei pacchetti al mercato nero sono 'illecit whites', cioè in commercio in altri Paesi, soprattutto nell'Est Europa, ed entrati illegalmente in Italia. Un terzo del contrabbando è relativo al commercio illecito di marchi noti, il restante, circa il 16% sono dei falsi.

Secondo quanto rivelato nello studio, nel 2015 i 4,6 miliardi di euro spesi in pacchetti di contrabbando hanno causato un "buco" nelle casse dello Stato di 822 milioni di euro in mancati introiti erariali. Con questi numeri il nostro Paese si colloca al 21esimo posto, quanto ad incidenza del consumo illecito, in Europa, dove il fenomeno varia molto da Stato a Stato.

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