Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Brancaccio

"Siamo una catena": contrabbandieri tra sigarette ammuffite, prezzi alti e pacchi spariti

Le intercettazioni dell'inchiesta che ha portato a 10 arresti per lo smercio di "bionde" tra Napoli e Palermo. Captate le richieste degli acquirenti: "Sono arrivate le Bond? Ce le hai 70 stecche di Chesterfield?" e gli intoppi nelle spedizioni: "Qui l'indirizzo è sbagliato e manca mezza cassa"

Sarebbe andato tutto a gonfie vele, caricando sigarette nelle macchine e trasportandole da una parte all'altra dello Stretto, poi però è arrivata la pandemia, le restrizioni negli spostamenti e per la presunta banda sgominata ieri dalla guardia di finanza gli affari con il contrabbando avrebbero rischiato di ridursi dcrasticamente. Così sarebbe stato escogitato un trucco: inviare le "bionde" con dei pacchi, utilizzando i normali corrieri. Dalle intercettazioni compiute nell'inchiesta che ha portato a 10 arresti emergono le discussioni sui prezzi, le ordinazioni dei rivenditori, i problemi con le spedizioni e con i carichi ammuffiti.

"Noi siamo una catena e non ci possiamo fermare"

"Vedi che mi sono fermato. Però non penso perché noi siamo una catena, hai capito? Noi siamo una catena e non ci possiamo fermare, capito? Io l'unico consiglio che ti posso dire è per ora cafudda forte perché non sa mai Dio, succede qualche minchiata, nel senso che ci bloccano, fare e dire, almeno hai il porco dentro". Il timore di Giacomo Bilello sarebbe stato il blocco dello smercio di sigarette legato alle restrizioni anti Covid, ma Giuseppe Di Grazia, impiegato proprio in una ditta di spedizioni, lo avrebbe rassicurato: "No, che io sappia no, noi lavoriamo regolari, cugino".

I nomi e i ruoli degli arrestati

"Qui manca mezzo scatolo"

Nei mesi precedenti, il 9 dicembre 2019, era stata captata una conversazione tra Bilello e il suocero, Pietro Corrao, che gli diceva: "Io me ne sono accorto subito che mancava mezzo scatolo, vedi che devono essere 21...". Bilello chiamava quindi Di Grazia: "Dimmi una cosa, siccome c'è stato uno sbaglio, ne manca mezza, manca un collo a noi, sono qua 23, li ho contati ora io, 23, dovevano essere 24" e l'altro: "Sicuro, sangue mio? Ma tu i colli che ti avevo scaricato io, io li ho contati, 24 erano". Bilello: "Sì, manca mezzo collo, quello piccolo manca", "Ho capito, però com'è che non li abbiamo contati là noi prima che me ne andavo? Ora vediamo". Un collo, secondo gli inquirenti, corrisponderebbe a 10 chili di sigarette, "mezza cassa" o "quello piccolo" starebbe quindi per 5 chili.

"L'indirizzo nostro è sbagliato"

Il 21 novembre 2019 ci sarebbero stati invece problemi legati agli indirizzi indicati per recapitare le sigarette. Carmine Argentino parlava con Mario Barretta, che gli spiegava: "Questo è l'indirizzo, è strano..." e l'altro replicava: "Come non ci sta, ma che se ne importano loro, non ho capito? Falli fermo deposito", ma Barretta insisteva: "E quelli deve mandare... Come non se ne importa... Il mittente a noi, dove, quando viene da noi... L'indirizzo nostro è sbagliato, Carminiè, l'ho visto anche sullo stradario, ora mi hanno chiamato... Mi ha dato via Enrico Molino", "No, Vico Molino e digli nei pressi di piazza Mercato, ecco qua", "Se mette sullo stradario non vedono il coso e mi fa le domande a me e dice che il vico non c'è, mi devi dare l'indirizzo esatto... Il tabaccaio, diamogli l'indirizzo del tabaccaio, il civico...".

"Tu puoi camminare pure sopra l'acqua come il Signore"

Spesso, come hanno ricostruito i militari il destinatario delle spedizioni era una persona inesistente residente in corso Finocchiaro Aprile, zona rientrante nella competenza di un collega di Di Grazia, ma l'indagato, secondo l'accusa, avrebbe comunque monitorato i pacchi attraverso i sistemi informatici e se li sarebbe fatti passare da altri dipendenti per poi provvedere alla consegna. "Ho fatto un macello - diceva a Bilello - però non ci sono problemi" e l'altro gli rispondeva: "Io te l'ho detto, cosa vuoi fare fai, tu puoi camminare pure sopra l'acqua come il Signore", "Lo so, lo so, è che io devo dire che quando le persone meritano uno fa questo...".

"L'amico mio non può spedire"

In un'altra conversazione il corriere Di Grazia chiedeva: "Io aspetto ancora quella cosa da voi ed ancora non mi ha mandato niente nessuno" e Bilello spiegava: "L'amico mio (Carmine Argentino, ndr) ha detto che per adesso va... Non ha spedito, se ne parla dopo il primo, giorno 1".

"Sono arrivate le Bond?"

Il 7 febbraio dell'anno scorso è stata invece intercettata una chiamata tra un acquirente e Pietro Corrao: "Ciao Pietro, ce n'è? Ma 'Selfie', ce l'hai 'Selfie'" e lui "'Selfie' no" e l'altro: "E che c'hai Marlboro rosse? Le Merit? E fai 5 Merit, 5 Chesterfield e 5 Marlboro rosse, che ora me le vengo a prendere", "Eh ma la bianca la devo mettere pure", "Eh sangue mio, ancora ho quelle che mi hai dato tu, tu lo sai, io mi prendo, non è che non me le sono prese, ma ancora ho quelle che mi hai dato tu, sangue!". Il 6 maggio toccava a un altro: "Pronto, signor Piero..." e lui: "Ah, senti un po', sono arrivate solo Bond, domani se ne parla per le Regina", "Come sono?", "No pure buone, una bella sigaretta, come la Merit è, diciamo si avvicina alla Merit... O sennò al limite qua domani le Regina".

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"Due casse non le hai?"

Secondo la guardia di finanza "risultano essere fedelissimi acquirenti del gruppo" anche Michele Di Piedi e il figlio Giuseppe. I primi contatti con Bilello risalirebbero a febbraio 2020. Bilello diceva: "Che c'è, parla, andiamo dai, che c'è? Non ti preoccupare, tanto di sigarette stiamo parlando!" e Giuseppe Di Piedi diceva: "Allora, mi senti? Sono 60 Chesterfield...", "No, come te li do? Non li ho, posso fare assai assai, 20. Venti e 20 di Marlboro e 10 Regina", "E non puoi fare magari 30 Chesterfield? Merit e la Regina? Due casse, non le hai due casse?", "Due casse le ho, ma miste, non è che ti posso dare una cassa di Chesterfield, come te la do? Io posso fare 20 Chesterfield, 20 Merit, 20 Regina e 20 Marlboro". Alla fine, come si legge nell'ordinanza del gip Roberto Riggio si sarebbero accordati per 75 stecche di sigarette.

Le Marlboro rosse con la muffa

Il 3 marzo 2020 Di Piedi chiedeva a Bilello: "Dimmi una cosa, dice mio padre: 'Sempre gli stessi panini ci sono?'", "Sì, in questo minuto... però c'è altro tipo di cosa pure, uno, due tre articoli in più... Vieni direttamente da mio zio, là nella bancarella (quella di Giovanni Di Stefano in via Testasecca, ndr). Il 9 maggio Michele Di Piedi chiedeva invece un cambio merce: "Eh vedi che quella Marlboro rossa me la devi cambiare tutta perché è tutta macchiata, è tutta bagnata dentro".

"Il codice è sbagliato"

Il 21 aprile dell'anno scorso era Pasquale Vecchione a parlare con Carmine Argentino: "Ma l'hai fatta 'sta spedizione?", "Come non l'ho fatta! Ma che sono scemo? Quello si pensa che non l'ho fatta", "Eh ma non sono quelle, hai capito? Il codice... ", "E sta ancora qua, ancora deve partire", "Il codice non è quello, non è proprio lui, perché sono altri numeri, questa era la bolletta", "Allora Pasquale, senza che parliamo al telefono, io domani verso le 10, lui domani viene da me, io vi faccio la videochiamata e parlate con lui direttamente perché io non ti so rispondere su queste cose, non ti proccupare", "Ora giustamente ti chiamano e dicono ma... a posto di che? Hai capito?".

"Le vuoi 25 di Regina, quella fina?"

Bilello avrebbe provato a piazzare la sua merce chiamando potenziali acquirenti: "Allora io c'ho mezza cassa, 25 Marble, 25 Marlboro rosse e 25 quella fina, la Regina... Dovrebbe entrare la Chesterfield e la Merit, la chiamo, se la viene a prendere... Una mezza per questa giornata e facciamo mezza domani, tra Chesterfield e Merit e così lavora bello tranquillo". Il 7 aprile diceva a Giuseppe Di Piedi: "Gli dici a tuo padre se vuole qualche cassa e mezza di sigarette, tra Chesterfield, Regina e che cosa era e quella fina, Marlboro rossa, a livello di qualche due casse perché ne sono arrivate poche e sto telefonando prima a tuo padre".

"Mi hai abbandonato..."

Il 7 maggio era Giuseppe Di Piedi a lamentarsi con Bilello: "Minchia, mi hai abbandonato...", "Abbiamo avuto ieri 'sta giornata, domani, dopo le 4... c'è un poco di misto domani, già un articolo è sicuro", "Ma tu le hai quelle fine rosse e blu?", "No è questo abbiamo avuto il problema ieri, che doveva arrivare e non è venuto, in pratica domani, questi le abbiamo, ora aspettiamo a lui che ce le portano, capisci? Dovrebbero entrare altri due articoli, se entrano 'sti due articoli ti do mezza mezza e mezza e gliela cafuddi a tuo padre".

"Per ora non c'è niente, siamo consumati"

Qualche giorno prima, il 28 aprile, Bilello chiamava ancora Michele Di Piedi: "Come siamo combinati? Mi è entrata un poco di Regina e un poco di questa fina, sempre alla mentina... E un poco di questa fina, per adesso solo questi due articolo per lavorare, perché non c'è niente, proprio siamo consumati... Dico a lei interessa una cassa di Regina?", "Pure due mi interessano!", "Pure due, va bene, per me può fare venire pure suo figlio, ora, domani mattina, quando dice lei", "Allora fai così, dai, ce ne metti... tutte le Regine", "Guardi che la fina poi non ce n'è più, non entra più, se la vuole mettere dentro".

"Vengono a 2.800 euro"

Di Piedi in un'altra circostanza parlava invece di soldi: "Ora te le mando, però aspè, siccome c'è il fatto, tu lo sai, deve venire lui qua, perché deve venire con i soldi" e Bilello: "Domani mattina me li fa avere, zio", "Il prezzo sempre quanto? A quanto? Dimmelo, parla!", "Sempre tanto, in questo momento, a 28, vengono duemila e otto, va bene... Se a me mi servono i soldi avvicino io a casa più tardi?".

"Questo prezzo non mi conviene, ci perdo 54 euro"

Il 3 marzo 2020 Michele Di Piedi si sarebbe lamentato del prezzo praticato da Bilello: "La stecca di 8 è, no, a me mi conviene pagartela a 27? Mi devi scusare? Io perché me ne sono accorto ora, non mi conviene perché così vado sotto io", "Ma ci sono 25 sigarette però", "Sì ma sono 8, vendendole a tre e cinquanta... Io ci perdo così 54 euro... Io non ti sto dicendo niente, ormai me le tengo perché le cose non si portano indietro, però se tu la prossima volta, se tu me le vuoi dare...", "Io le ho prese due stecche davanti a lei e gliele ho fatte vedere", "No, non  me ne sono accorto perché ero convinto per 10, me ne sono accorto ora perché sono andato per guardarle e ho detto: 'Bah!', a me sto prezzo non mi conviene, mi devi scusare", "Ma queste però si vendono, a 4 euro si vendono".

"Ogni stecca sono 23 euro"

Secondo il procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed il sostituto Giorgia Spiri, Carmine Argentino avrebbe "praticato il prezzo medio per ogni stecca di sigarette di 22/23 euro" ed emergerebbe dalle intercettazioni: "Carmine mi dice che può vendere a 22 euro", "Il signore delle Rothmans chiede il prezzo e Carmine dice 30 euro", "C'è uno che chiede il prezzo delle Warning è di 22 euro" e "Carmine risponde che il prezzo è 23 euro".

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