Cronaca

"Centinaia di contatori Enel manomessi per azzerare le bollette", condannati elettricista ed altri 5

La pena più alta, 6 anni e 8 mesi, a Lino Caruso che nel suo laboratorio di Borgo Nuovo con un trucco sarebbe riuscito a far regredire i consumi con risparmi dai 200 ai 15 mila euro. Quattro anni e mezzo ad un ex verificatore dell'Enel, Giovanni Mirabile. Più di 100 persone, tra cui carabinieri, poliziotti e imprenditori, avrebbero usufruito del "servizio"

Una specie di mago del contatore, in grado di manometterlo e di far regredire i consumi di energia elettrica. E, infatti, a Lino Caruso, elettricista di Borgo Nuovo, si sarebbero rivolte centinaia di persone - ex poliziotti, un carabiniere e soprattutto tanti titolari di bar ed altre attività commerciali della città e della provincia - che sarebbero così riuscite ad azzerare le loro bollette, tra il 2010 e il 2014. Dopo un processo in abbreviato - diventato però lunghissimo perché passato in mano a una decina di giudici diversi - oggi Caruso è stato condannato assieme ad altri cinque imputati, tra cui anche un ex verificatore dell'Enel.

La sentenza è stata emessa dal gup Rosario Di Gioia e le accuse erano di associazione a delinquere e furto di corrente. A Caruso la pena più pesante, 6 anni e 8 mesi di reclusione, all'ex dipendente Enel, Giovanni Mirabile, 4 anni e mezzo, 3 anni e 7 mesi a testa è invece la condanna inflitta a Benedetto Sarrica, dipendente della "Soigea srl" e a Giuseppe Salvatore Scibona, infine un anno e mezzo ciascunao ad Antonio Mazzamuto e a Ferdinando Bellante, titolare di una ditta di impianti elettrici.

Il giudice ha anche riconosciuto una provvisionale complessiva di oltre 80 mila euro all'Enel, che si è costituita parte civile con l'assistenza degli avvocati Massimo Motisi e Cinzia Calafiore.

Il caso scoppiò nel 2015, quando la squadra mobile scoprì il laboratorio in cui Caruso avrebbe manomesso centinaia di contatori. Un trucco all'epoca quasi geniale quello utilizzato dall'elettricista, visto che neanche i verificatori dell'Enel avrebbero potuto accorgersene. Oltre cento persone, "clienti" dell'imputato, sono finite a loro volta sotto processo per furto di corrente: negli anni sarebbero riuscite ad azzerare i loro consumi e a risparmiare sulle bollette dai 200 ai 15 mila euro.

L'Enel, prima danneggiata dal presunto imbroglio, ha partecipato attivamente alle indagini, che all'epoca furono gestite da un pool di pm. La regressione del contatore in quel periodo era una nuova modalità di alterazione, che era possibile scovare soltanto andando a verificare i consumi di ogni singolo contatore, cioè un'operazione impossibile. L'azienda, dopo l'inchiesta, decise infatti di cambiare tutti i contatori, proprio per evitare che si ripetessero imbrogli dello stesso tipo.

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