Installò un contatore abusivo: confermato licenziamento per ex dipendente Amap

Il lavoratore era finito sotto processo per aver utilizzato un apparecchio non censito, favorendo così il furto d'acqua da parte di alcuni privati. In primo grado il licenziamento era stato giudicato illegittimo mentre in appello la decisione è stata ribaltata

(foto archivio)

In primo grado il Tribunale di Palermo aveva ritenuto illegittimo il licenziamento di un dipendente Amap, finito sotto processo per aver installato abusivamente un contatore idrico. Oggi invece la corte d'Appello ha accolto il ricorso dell'azienda municipalizzata confermando la decisione di interrompere il rapporto di lavoro.

Scoperta la vicenda, nel gennaio del 2018, l'Amap aveva cacciato il dipendente, G.N., per aver utilizzato un apparecchio non censito dall'Amap favorendo così il furto d'acqua da parte dei privati. Con una prima sentenza risultata favorevole per lavoratore, a dicembre 2019, i giudici avevano disposto che l'azienda lo riammettesse in servizio. Contro quella decisione l'Amap, assistita dall'avvocato Ferdinando Caronia, si era opposta "incassando" oggi il risultato: il licenziamento va considerato legittimo.

"La sentenza - commentano Alessandro Di Martino e Giuseppe Ragonese, rispettivamente amministratore unico e direttore generale di Amap - conferma la correttezza dell’operato della società e la necessità di reprimere con fermezza qualsiasi comportamento inaccettabile ed illegale. Da parte dell’azienda non vi sarà alcuna tolleranza verso chi crede di poter agire impunito, compiendo reati e danneggiando l’immagine di Amap e dei suoi lavoratori".

A fianco dell’azienda si è schierato il sindaco Leoluca Orlando che ha voluto sottolineare "l’importanza di dare segnali chiari e inequivocabili a quei pochi dipendenti delle partecipate che con i propri comportamenti criminali più o meno gravi, offuscano l’immagine e denigrano il lavoro di migliaia di lavoratori e lavoratrici onesti e professionali".

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