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Discarica satura, il Consiglio: "Regione sostenga spese per il trasferimento dei rifiuti"

A Sala delle Lapidi passa un ordine del giorno, primo firmatario Giaconia (Palermo 2022), che impegna il sindaco "ad avviare ogni azione necessaria affinché la Regione si faccia carico dei costi di conferimento fino alla realizzazione del primo lotto della settima vasca"

Sala delle Lapidi ha approvato a maggioranza un ordine del giorno, primo firmatario il consigliere Massimiliano Giaconia (Palermo 2022) - condiviso dal presidente della commissione Partecipate, Paolo Caracausi - “per impegnare il sindaco Orlando ad avviare ogni azione necessaria, affinché la Regione si faccia carico dei costi per il trasferimento dei rifiuti, almeno fino alla realizzazione del primo lotto della settima vasca".

"I rifiuti della città di Palermo - spiega Giaconia - non vengono più abbancati nella sesta vasca di Bellolampo, ma trasferiti nelle discariche del catanese dal mese di agosto. Ad oggi da parte della Regione Siciliana non è arrivato un solo euro dei 7 milioni promessi per la gestione del percolato". massimiliano giaconia-2

Intanto, i gestori delle discariche, che a singhiozzo stanno ricevendo i rifiuti della nostra città, hanno staccato la prima fattura che ammonta per il solo mese di agosto a 1,2 milioni di euro. "Da quello che è emerso dagli incontri tra la Regione e il Comune i tempi per la consegna del primo lotto della settima vasca saranno lunghi, si potrebbe arrivare addirittura al 2021, e le risorse per finanziare il trasferimento e il conferimento dei rifiuti in altre discariche la Rap e il Comune non li hanno”, prosegue ancora Massimo Giaconia.

“Il 31 di marzo scorso - ricorda Giaconia - il Consiglio Comunale ha approvato le nuove tariffe tari e grazie alla lotta all’elusione fiscale è stato possibile aumentare il corrispettivo alla Rap, operazione che ha permesso, come si evince dalla prima relazione semestrale 2019, di riallineare i conti dell’azienda. Adesso tutto questo rischia di essere vanificato, se la Regione dovesse continuare a disattendere gli impegni, addirittura si potrebbe verificare un nuovo caso Amia, con conseguenze ancora più gravi di allora".

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