Gallina, consigliere comunale di Carini: "Fare chiarezza sul bacino ex pip emergenza Palermo ed Asu"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"E' stata protocollata all’assessorato Lavoro un nota di chiarimento sulla posizione degli appartenenti al bacino ex Pip emergenza palermo ed Asu vista l’emergenza sanitaria". Esordisce cosi’ il Consigliere Gallina Giovanni. Lo stesso ricorda di aver chiesto una settimana fa misure precauzionali da adottare al fine di evitare contagi da Coronavirus. Il Governo ha adottato diverse misure per chi lavora nelle Pubbliche Amministrazioni e nelle scuole. A seguito di cio’ l’assessorato emanava un Avviso 14604 e successive note con il quale il personale appartenente al Bacino ex Pip in ossequio alle indicazioni e norme che regolano l’attuale stato di emergenza , potrà essere posto d’ufficio in permesso o congedo.

Le ore non lavorate saranno recuperate in seguito e sara’ l’ente utilizzatore a predisporre adeguato piano di recupero. Premesso tutto quanto detto nell'ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (coronavirus), il Presidente del Consiglio dei ministri ha emanato il 1° marzo 2020 un nuovo Decreto che interviene sulle modalità di accesso allo smart working, confermate anche dal Decreto del 4 marzo 2020.

Come indicato nel DPCM dell'11 marzo 2020, si raccomanda venga attuato il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza. Ai sensi del Decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18, e sino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, hanno diritto di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione essa sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Inoltre, ai lavoratori del settore privato con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell'accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile Inoltre le scuole sono state chiuse , in questi casi tutto il personale, oltre agli studenti non devono recarsi a lavoro. Di conseguenza, le assenze così determinate, comprese quelle del personale ATA, sono pienamente legittimate e non devono essere “giustificate” e nemmeno essere oggetto di decurtazione economica o di recupero.

Essendo il rapporto di lavoro del personale della scuola di natura civilistica e obbligazionaria tra le parti che lo sottoscrivono, il principio giuridico di riferimento è l’art. 1256 del Codice civile, che recita:“L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (nel nostro caso dipendente della scuola), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo dell’adempimento”. I giorni di chiusura per causa di forza maggiore devono quindi essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato, in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne, predisposte da Sindaci o Prefetti, e tale chiusura dev’essere “utile” a qualunque titolo: 180 giorni per l’anno di prova, proroga/conferma di una supplenza ecc.

La Circolare Ministeriale n. 95/2002, a proposito della coincidenza con la domenica del 1°settembre recita: “…la circostanza poi che tale data coincida con la domenica, e quindi con la chiusura delle scuole e con la materiale impossibilità per il personale di assumere servizio, configura una causa di forza maggiore che non si ritiene possa incidere sulle posizioni giuridiche soggettive, previdenziali ed assistenziali, né sul diritto all’ intera retribuzione mensile”. Pertanto, nessuna giustificazione, richiesta di congedo o presentazione di certificati medici devono essere presentati dal personale scolastico per i giorni di mancato lavoro coincidenti con i giorni di chiusura predisposti dalle autorità.

Premesso tutto quanto visto le mansioni svolte dal bacino ex Pip sono solo da supporto non qualificato , li dove l’ente stia lavorando in modalita’ smart working quindi compatibili con le funzioni del bacino di permettere ad essi il lavoro con le stesse modalita’ , in ogni caso la loro posizione “lavorativa” di presenza negli uffici in queste condizioni sanitarie non sono compatibili nella riorganizzazione delle funzioni dell’ente .Credo sia opportuno per il bene della categoria che presta servizio nelle pubbliche amministrazioni ma a cui manchino le tutele di chi ha un contratto e visto che molti enti sono chiusi di poter permettere o l’organizzazione del lavoro in smart working li dove possibile o permettere l’assenza giustificata senza recupero per i giorni di mancato lavoro coincidenti con i giorni di chiusura predisposti dalle autorità , in quanto vista la situazione di assoluta incertezza ed in caso di proroga oltre il 3 aprile il recupero delle ore arrecherebbe difficoltà organizzative ed intaccherebbe i diritti personali di ognuno di essi.

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