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Musica, sul podio c'è il robot Nao: "legge" le emozioni del pubblico e decide la melodia

Il concerto-evento si terrà al conservatorio Bellini nell’ambito della rassegna “Nuove musiche”, promossa dal Teatro Massimo. Il robot con le sue pose indicherà ai musicisti la partitura

È un evento unico, un concerto interattivo diretto da un robot che recepisce le emozioni degli spettatori e “dirotta” la musica verso lo stato d’animo prevalente in sala. È Robotics Lab, in programma domani, mercoledì 19 ottobre, alle 21 al conservatorio Bellini, Sala Scarlatti, nell’ambito della rassegna “Nuove musiche”, promossa dal Teatro Massimo in collaborazione con numerose istituzioni musicali della città e della regione (ingresso gratuito).

Robotics Lab è un progetto di ingegneri e musicisti - una produzione del dipartimento dell’Innovazione industriale e digitale dell’Università di Palermo e del Conservatorio Bellini con le scuole di Composizione e Musica elettronica - che si avvale del robot Nao e di un’app per il cellulare.
Il robot riceve le emozioni degli spettatori e a maggioranza dirotta la musica verso gioia, tristezza, noia, disperazione, rabbia o insofferenza che potrebbe anche stoppare la musica. Coordinato per il Conservatorio da Fabio Correnti, Giuseppe Rapisarda e Marco Betta, la parte musicale è affidata all'Emc (Ensemble Musicale Contemporaneo) del Conservatorio di Palermo, diretto da Fabio Correnti, con il coordinamento di Fulvia Ricevuto, Gaetano Costa, Loris Capister. Le musiche sono di Francesco Corsello e Vincenzo Caravello, studenti di Composizione e Musica elettronica del Conservatorio.

All’inizio dell’esibizione, al pubblico viene chiesto di scaricare la app sviluppata dal RoboticsLab, su telefonino Android. La app presenta quattro colori corrispondenti a quattro emozioni principali: giallo–felice, rosso–arrabbiato, blu–triste, verde–sereno. A ogni emozione è associata una frase musicale composta dai compositori del Conservatorio. Quando l’utente sceglie un colore sul telefonino, la scelta viene memorizzata dal software che controlla il robot. Il robot, sulla base dei voti ricevuti, della frase che sta suonando e anche del caso, sceglie la successiva frase musicale da far suonare ai musicisti e la indica assumendo un’opportuna posa. Il robot “dirigerà” quindi un quintetto d’archi. Non si tratta però di una vera e propria direzione d’orchestra nel senso oggi utilizzato del termine, ma il robot con le sue pose indicherà al quintetto la successiva frase musicale da suonare. “Il robot sintetizza e offre l'input al quintetto con una decisione che deriva da un algoritmo - spiega Antonio Chella – si chiama musica generativa, interattiva, fa parte degli studi sempre più avanzati sull'uso dei robot nella musica”.  “Se fino a ora la creatività è stata un appannaggio meramente umano - spiega l'ingegnere Samuele Vinanzi nella sua tesi su Robot Nao - è possibile realizzare una intelligenza artificiale che ne sia
anch'essa protagonista”. Il robot utilizzato è costruito dalla ditta SoftBank Robotics e programmato dal RoboticsLab.
 

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