Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Truffa sulle bollette dell'Amap, ecco i condomini raggirati

Per cinque anni hanno emesso fatture inesistenti grazie all'alterazione dei dati elettronici, dirottando somme per un totale di 742 mila euro. Condannati a 5 anni gli ex dipendenti della municipalizzata Carmelo Di Bella e Carlo Fasetti per falso, peculato e accesso abusivo al sistema informatico. Coinvolto nel procedimento anche Mariano Cassata che ha scelto il rito ordinario

Truffe sulle bollette dell'Amap, condannati due ex dipendenti

Sono più di venticinque i condomini truffati sulle bollette dell'Amap, dal centro alla periferia, grazie a fatture inesistenti, pagamenti dirottati e attestati con le quietanze. Sono riusciti a introdursi nel sistema informatico della società pubblica per cui lavoravano e alterando i dati, al fine di procurarsi un ingiusto profitto stimato in 742.907,04 euro. E' quanto accertato dal gup Guglielmo Nicastro, che ha condannato Carmelo di Bella e Carlo Fasetti a cinque anni di carcere ciascuno per falso, peculato e accesso abusivo al sistema informatico. Per loro anche la confisca dei beni e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Si tratta dei due dipendenti dell'Amap arrestati nell'ottobre del 2014 nel corso dell'operazione "Acqua in bocca" della guardia di finanza. I due hanno optato per il rito abbreviato. Coinvolto nell'ambito del procedimento anche Mariano Cassata, 76 anni, che ha però scelto il rito ordinario. A lui viene contestato di aver detto il falso alla Finanza con l'obiettivo di coprire i due.

L'indagine è partita dalla segnalazione di alcuni dirigenti e ha consentito di portare alla luce un raggiro con molti zeri andato avanti da gennaio 2009 a giugno 2013. Secondo quanto accertato, i due incassavano pagamenti in contanti da parte di alcuni utenti emettendo ricevute fasulle. Per fare "quadrare i conti" entravano poi nel sistema informatico della società, alterando i dati.

Non contenti, avrebbero anche minacciato i colleghi che avevano notato le irregolarità. Il gup ha accolto la tesi dell'accusa, secondo cui i due impiegati infedeli sono riusciti a occultare 115 falsi bollettini postali con relative attestazioni di pagamento delle bollette di utenze Amap, con l'aggravante di avere falsificato gli atti. Hanno poi attestato il l'avvenuto pagamento di 530 fatture apponendo il timbro delle società.

Tramite l'accesso al sistema informatico hanno infine dichiarato pagate 667 fatture, i cui importi però non sono mai finiti nelle casse dell'Amap. Una condotta che non faceva "discriminazioni": i condomini truffati si trovano infatti in largo Fv, via dell'Orsa minore, via del Levriero, via Rudini, corso Calatafimi, via Matteo Silvaggio, via Paratore, via Prestisimone, via San Lorenzo, via Marchese di Villabianca, via Bordonaro, via Ruggero Loria, via Giorgio D'Antiochia, via Thaon De Revel, via Pollaci, via delle Alpi, via Restivo, Via Lo Bianco, via Sirio, via Belmonte Chiavelli (5 i condomini coinvolti), via Filippo Marini. Gli amministratori si sono costituiti parte civile e il gup ha stabilito nei loro confronti il pagamento di una previsionale, anche se poi le somme da liquidare saranno stabilite nel corso di un procedimento civile. Stabilito anche il pagamento, come previsionale, di 200 mila euro in favore dell'Amap e di 30 mila euro in favore del Comune (anche loro parti civili ndr.).

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