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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Caso Lembo, medici condannati a risarcire il Policlinico per la morte della donna

E' arrivata la sentenza della Corte dei conti che prevede il pagamento, per un danno erariale da oltre un milione e mezzo di euro, a carico dell'ex primario di Oncologia Sergio Palmeri, dell'oncologa Laura Di Noto e dell'allora specializzando Alberto Bongiovanni. Assolte le due infermiere

Condannati a risarcire l’ospedale Policlinico per la morte di Valeria Lembo, la donna uccisa da un dosaggio eccessivo di farmaco chemioterapico. Così ha disposto la Corte dei conti con una sentenza emessa oggi pomeriggio a carico dell’ex primario del reparto di Oncologia Sergio Palmeri, dell’oncologa Laura Di Noto e dell’allora specializzando Alberto Bongiovanni.

I tre - citati in giudizio dalla Procura contabile per danno erariale -  dovranno pagare oltre un milione e mezzo di euro all'ospedale universitario (875 mila il prmario e 318 mila ciascuno l'oncologa e l'ex specializzando). Assolte invece le infermiere Elena Demma (che nel processo penale ha concordato una pena di due anni e mezzo) e Clotilde Guarnaccia (assolta dopo l'appello bis).

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La vicenda risale al 2011. Valeria Lembo (foto allegata) aveva 34 anni, un bambino di pochi mesi ed era sposata. Si era sottoposta ad un ciclo di chemioterapia per contrastare un linfoma di Hodgkin. Una patologia dalla quale sarebbe stato possibile guarire. Invece - per una catena di errori tra primari, medici, specializzandi e infermieri - la cura si trasformò in un veleno letale: quell'overdose di vinblastina in pochi giorni la stroncò.

La donna non ebbe scampo e il 29 dicembre morì in ospedale. La sua famiglia denunciò subito l'accaduto, anche attraverso la stampa, e la Procura aprì un'inchiesta. Ad oggi - dopo oltre nove anni - siamo al quinto grado di giudizio: è pendente infatti un secondo ricorso in Cassazione (la data dell'udienza non è stata ancora fissata) e sul processo incombe la prescrizione.

Al termine dell'appello bis, a febbraio scorso del 2020, i giudici hanno inflitto 3 anni a Palmeri, 2 anni e 3 mesi a Di Noto, 3 anni e 5 mesi a Bongiovanni e assolto Guarnaccia. Ora si attende che la Cassazione fissi l'udienza per vagliare ulteriormente i ricorsi, mentre il processo è ad alto rischio prescrizione.

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