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Rapinavano carichi di sigarette, la banda delle "bionde" davanti al giudice: tutti condannati

Il gup ha stabilito pene comprese fra 1 e 11 anni per i componenti del commando arrestati a ottobre 2018 dai carabinieri. A guidare l'organizzazione i fratelli Onofrio e Vincenzo Bronzellino. Quindici i colpi (fra tentati e messi a segno) con un bottino complessivo di oltre un milione

Tutti condannati i componenti della banda accusata di quindici assalti (alcuni dei quali solo tentati) ad altrettanti furgoni carichi di sigarette. Al termine del processo celebrato in abbreviato il giudice per l’udienza preliminare ha condannato i dodici uomini arrestati dai carabinieri della compagnia San Lorenzo con l’operazione di ottobre 2018 denominata “Tabula rasa”. Le pene più alte sono state inflitte ai due uomini considerati a capo del gruppo, i fratelli Onofrio (8 anni) e Vincenzo Bronzellino (11 anni e 4 mesi).

Queste le altre condanne stabilite dal gup per gli imputati accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alle rapine, rapina e furto: Salvatore Bronzellino 3 anni e 4 mesi, Giuseppe Corrao 2 anni e 8 mesi, Roberto Ferrante 5 anni, Serafino Ferrara 8 anni, Carmelo Mattarelli 3 anni e 8 mesi, Michele Parlatore 8 anni e 6 mesi, Manuel Patricolo 5 anni, Giovanni Scalavino 3 anni e 8 mesi, Cesare Unniemi 5 anni e 4 mesi, Paolo Rovetto 1 anno e 4 mesi. Tutte condanne ridotte di un terzo per il rito alternativo.

Le indagini degli investigatori guidati dal maggiore Andrea Senes hanno permesso di ricostruire le fasi organizzative e i successivi assalti. A finire nel mirino erano i furgoni che trasportavano carichi di “bionde” per centinaia di migliaia di euro a Palermo e in provincia. I componenti della banda si incontravano di prima mattina, stabilivano i ruoli di ciascuno e poi si muovevano con diverse auto (spesso rubate) e un furgone da utilizzare al momento del trasbordo della refurtiva, lontano da occhi indiscreti.

La banda delle bionde in azione | VIDEO

I rapinatori, hanno ricostruito i carabinieri, attendevano che gli autotrasportatori “restassero privi della scorta e dunque più vulnerabili. A quel punto, un’auto rubata tagliava la strada al furgone: dei tre malfattori, uno saliva a bordo di quest’ultimo per minacciare l’autista e obbligarlo a seguire l’altra autovettura, nella quale nel frattempo veniva tenuto sotto sequestro l’altro fattorino”. A quel punto le scatole piene di sigarette venivano portate in alcuni magazzini in attesa che la merce venisse piazzata sul mercato nero.

La banda entrava in azione solo per carichi dal valore superiore ai 50 mila euro, anche grazie a una talpa che però non è stata ancora individuata. Sono stati messi a segno colpi che avrebbero garantito all’organizzazione un’entrata complessiva di oltre un milione di euro, tra le piazze calde del contrabbando e alcuni rivenditori disposti a comprare anche tabacchi di provenienza illecita, esponendosi al rischio di vedersi revocata la licenza o, ancor peggio, di essere accusati penalmente.

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