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L'avvocato Memi Salvo

L'avvocato Memi Salvo

Traffico di cocaina dal Perù, condannato a sette anni l'avvocato Memi Salvo

Sei le condanne e due le assoluzioni. La Procura aveva chiesto 28 anni per l'avvocato, già finito in carcere nel '99 per aver amministrato il patrimonio dei Graviano a Brancaccio, ma è caduta l'aggravante dell'associazione a delinquere

Sette anni all’avvocato Memi Salvo ritenuto responsabile di aver finanziato l'acquisto di 3 chili di cocaina purissima. Lo ha stabilito la seconda sezione del tribunale di Palermo che ha emesso una sentenza sul traffico di stupefacenti scoperto dopo che un carico fu intercettato, nel 2013, all’aeroporto di Lima (Perù), condannando altri cinque soggetti e assolvendone due, Cristian Mancino e Antonio Riina. Al termine dell'operazione Monopoli furono 15 le persone arrestate (LEGGI I NOMI). Otto anni a Francesco Fumuso, 7 per Aldo Monopoli e Domenico Marino, 6 per Daniele Uzzo e Claudio Forelli. La Procura aveva chiesto una condanna a 28 anni per l’avvocato, già finito in carcere nel ’99 per aver amministrato il patrimonio dei Graviano a Brancaccio, ma è caduta l’aggravante dell’associazione a delinquere.

VIDEO - LE IMMAGINI DEGLI ARRESTI

Secondo la ricostruzione dell’accusa il legale avrebbe investito parte del denaro ricavato dalla vendita della nuda proprietà di un appartamento della madre, pari a 42 mila euro, per acquistare 3 chili di cocaina purissima miscelata con il silicone e impregnata in una valigia piena di vestiti. Sarebbe stato poi un esperto chimico ad estrarre lo stupefacente con la tecnica dell'inversione. L’avvocato Memi Salvo si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, sostenendo di aver finanziato l’acquisto di alcuni smeraldi. E così avrebbe affidato 20 mila euro a Gaspare Canfarotta, diventato poi collaboratore di giustizia, anche se per l’accusa si trattarebbe di somma pari a più del doppio. Salvo in passato era stato condannato per aver aiutato la sorella dei Graviano a trasferire capitali mafiosi all’estero. Per questa ragione fu radiato dall’Ordine degli avvocati di Palermo e dopo le scuse formali riuscì a iscriversi nella compagine di Locri e a ricominciare l’attività.

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