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Il "Piccolo chiosco palermitano" - foto AostaSera

Il "Piccolo chiosco palermitano" - foto AostaSera

Aosta, spaccio di droga nel "Piccolo chiosco palermitano": condannati padre e figlio

Secondo il giudice i palermitani Gioacchino e Antonio Alamia, di 51 e 30 anni, utilizzavano la pizzeria per confezionare, vendere e custodire lo stupefacente. Per loro 1 anno e 6 mesi di reclusione e 2 mila euro di multa

Utilizzavano un pizzeria nel centro di Aosta come centrale per lo spaccio. Il giudice ha condannato i due palermitani Gioacchino e Antonino Alamia, rispettivamente padre e figlio di 51 e 30 anni, infliggendo loro una pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione e 2 mila euro di multa. La loro base si trovava in un locale chiuso anni prima in via Sant’Anselmo, il "Piccolo chiosco palermitano". Assolti Andrea Ammendolia (29 anni) e Francesco Amato (46) perché il fatto non sussiste.

L’udienza di questa mattina, che si è svolta dinanzi al giudice monocratico Marco Tornatore, era solo il filone relativo allo spaccio di stupefacenti di un’inchiesta più vasta condotta nei primi mesi del 2014, la "Operazione Scirocco". L’accusa, rappresentata dal pm Sara Pezzetto, ha prodotto alcune intercettazioni fra padre e figlio dalle quali si poteva evincere il loro tentativo di coprire la reale attività svolta all’interno del locale.

"Se prende questi arancini, domani deve portarti i soldi", dicono i due condannati in una conversazione ascoltata dagli investigatori. In una telefonata, fra le altre cose, si parla di 200 euro, una cifra ritenuta poco congrua rispetto a una fornitura alimentare modesta come quella possibile per un chiosco. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Antonino si occupava di confezionare e spacciare lo stupefacente, mentre il padre avrebbe avuto il compito dell’approvvigionamento.

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