Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Condannato l'ex giocatore del Palermo Davide Bombardini: 6 mesi per tentata estorsione

Il processo, iniziato nel 2018, partì da una presunta richiesta di 100 mila euro a un imprenditore in un cantiere di Milano. Imputati insieme all'ex rosanero c'erano anche due ultrà dell'Inter

E' stato condannato a 6 mesi, con pena sospesa e nessuna menzione nel casellario giudiziale, l'ex calciatore del Palermo Davide Bombardini, 49 anni. Lo ha deciso il Tribunale di Milano che ha comminato la stessa pena ad Andrea Beretta, capo ultrà della curva nord dell'Inter, anche lui imputato in un processo che vedeva al centro l'accusa di tentata estorsione, riqualificata oggi dai giudici in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

L'ex esterno rosanero, che ha giocato anche in serie A con le maglie di Bologna, Roma e Atalanta, era stato rinviato a giudizio a Milano per una presunta tentata estorsione del novembre del 2018. Con lui a processo erano finite altre due persone, entrambi esponenti della tifoseria nerazzurra, che avrebbero preso parte al blitz di cui è accusato Bombardini. 

A processo davanti all'ottava penale (collegio Balzarotti-Marchegiani-De Cristoforo), assieme a un altro ultrà, Claudio Morra, condannato a 10 mesi. L'ex centrocampista Bombardini, ora imprenditore, secondo l'ipotesi del pm Leonardo Lesti (aveva chiesto 3 anni per gli imputati), avrebbe provato a ottenere da una persona in modo illecito e con minacce 100 mila euro. Stando all'imputazione, i tre - assieme a una persona "rimasta ignota" - avrebbero tentato di costringere "con minaccia" la presunta vittima "a consegnare dapprima a Bombardini", poi a Beretta e Morra, "la somma di 100 mila euro". 

I tre, sempre secondo l'accusa, sarebbero andati il 28 novembre 2018 in un cantiere a Milano dove il 59enne lavorava. E avrebbero usato "toni e modi aggressivi e intimidatori" per richiedere quel "credito del tutto inesistente", dicendogli che se non avesse consegnato i soldi avrebbero "agito di conseguenza". I due ultrà, in particolare, gli avrebbero detto che "erano creditori" dell'ex calciatore e che quindi "da adesso in poi sarebbero stati i suoi creditori e i 100 mila euro avrebbe dovuto darli a loro". Il giorno dopo, poi, Bombardini, che ha sempre respinto le accuse, avrebbe telefonato per ribadire "la richiesta illecita" dicendo che aveva "tempo fino alla sera per pagare", altrimenti "avrebbe visto cosa sarebbe successo". L'uomo, però, fece denuncia e scattò l'inchiesta. 

Bombardini ora dovrà risarcire con 5 mila euro la parte civile, come stabilito dai giudici. "La sentenza verrà impugnata - ha spiegato il suo difensore, l'avvocato Danilo Buongiorno - una sentenza che di fatto comunque ha accolto la tesi difensiva della inesistenza del reato di tentata estorsione". Verdetto che sarà impugnato anche dal legale degli altri imputati, l'avvocato Mirko Perlino. 

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