Accoltellò e uccise vicino all'Acquasanta, sconto di pena in appello per reo confesso

Passa da 12 a 10 anni la condanna per Giovanni Pizzuto, imputato per l'omicidio di Francesco Paolo Maronia risalente al 2017, in vicolo Pipitone. Riconosciute le attenuanti generiche e della provocazione

Vicolo Pipitone la sera del delitto

Riconosciuta all’imputato l’attenuante della provocazione per l’omicidio di vicolo Pipitone del 2017, all’Acquasanta. Piccolo sconto di pena in appello per Giovanni Pizzuto, condannato a 10 anni (contro i 12 del primo grado), reo confesso per l’uccisione di Francesco Paolo Maronia (48 anni) avvenuta nello stesso vicolo dove vivevano alcuni componenti della famiglia mafiosa dei Galatolo.

La vittima, trovata morta per strada e con un coltello conficcato nel torace, era un posteggiatore abusivo. Dopo le prime indagini la Squadra Mobile della polizia ha individuato e fermato un vicino di casa, Pizzuto, all’epoca 28enne. Il giovane aveva confessato le proprie responsabilità ma sin da subito si era difeso: "Voleva fare male alla mia famiglia. Mi ha puntato contro la pistola".

Le immagini dal luogo dell'omicidio | VIDEO

A dare l'allarme era stata una donna che si trovava in casa propria, allertata a sua volta da un uomo che avrebbe assistito all’ultima fase di una colluttazione e visto qualcuno allontanarsi con uno scooter. Pochi minuti dopo gli investigatori stavano battendo la zona per mettersi già sulle tracce di Pizzuto, che vantava dei precedenti per furto e reati contro il patrimonio.

Arresto Giovanni Pizzutto omicidio Maronia-2

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L'omicida preso mentre era seduto a tavola | VIDEO

Per il 28enne il collegio presieduto da Angelo Pellino, a latere Vittorio Anania, ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche e della provocazione, prevalenti sulla recidiva specifica infraquinquennale. Il giovane Pizzuto (foto allegata) è figlio di Agostino, custode di Villa Malfitano arrestato per aver nascosto un arsenale (tra pistole, mitra e proiettili) per conto del clan.

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