Cronaca

Picchia giovane alla fermata del bus dopo diverbio con la figlia: condanna per un 42enne

Quattro anni e 8 mesi con l'abbreviato per Andrea Di Gesù. I fatti lo scorso settembre a Monreale: una quindicenne raccontò al padre di una discussione avvenuta con il 27enne a bordo del mezzo. L'uomo lo avrebbero raggiunto insieme al figlio e colpito frantumandogli la mandibola. Il padre della vittima: "Mi auguro che abbiano imparato la lezione"

La compagnia dei carabinieri di Monreale

Quattro anni e 8 mesi per avere aggredito brutalmente un ragazzo alla fermata del bus. Così ha deciso il giudice del tribunale di Palermo Claudia Rosini per Andrea Di Gesù (42 anni), imputato per il reato di lesioni gravi e condannato in primo grado per l’episodio avvenuto a settembre scorso a pochi passi dalla cattedrale di Monreale. "Mio figlio - racconta a PalermoToday il padre della vittima - sta un po’ meglio ma è sempre in cura perché ha dei seri problemi alla mandibola che probabilmente saranno permanenti. Psicologicamente è molto scosso, non sarà facile superare questa storia. Per i danni che ha subito non c’è giustizia che possa riparare l’accaduto, ma mi auguro che queste persone abbiano imparato la lezione".

L’aggressione è avvenuta il 16 settembre scorso. Il giovane pestato e la figlia quindicenne dell’imputato si trovavano sullo stesso autobus diretto verso il centro di Monreale. Lì avrebbero avuto un battibecco ma le versioni dei fatti fornite delle due parti appaiono divergenti. La ragazzina avrebbe quindi chiamato il padre prima di arrivare alla fermata dove poi si sono fatti trovare Di Gesù e il figlio diciassettenne. L'uomo, vedendo la figlia piangere, si sarebbe diretto verso il presunto molestatore indicato dalla ragazza e senza chiedere spiegazioni gli avrebbe mollato due schiaffoni facendolo cadere. Nel parapiglia anche il figlio avrebbe infierito sul 27enne colpendolo più volte, anche con un pietra raccolta da terra, prima di allontanarsi definitivamente.

La stessa sera la vittima, dopo essere rientrato a casa e avere raccontato tutto alla famiglia, ha chiamato il 112 ed è andato all’ospedale Ingrassia uscendone con una prognosi iniziale di 50 giorni. "Gli hanno scassato la mandibola e ancora - aggiunge il padre - non mi spiego il perché. Mio figlio non ha fatto alcun apprezzamento né altro, anzi è stato vittima di bullismo da parte della ragazza e di altri che si trovavano sul bus". La notte successiva all’aggressione i carabinieri, al termine delle prime indagini, hanno arrestato e messo ai domiciliari Di Gesù, sequestrando nella sua abitazione alcuni indumenti sporchi di sangue e denunciando il figlio.

"Siamo soddisfatti della sentenza - spiega l’avvocato della vittima, Giovanni Sarcì - che reputiamo adeguata per il caso in esame, per i danni e le modalità. Il tribunale ha riconosciuto anche le aggravanti dei futili motivi, dell’avere agito con un minore e dell’utilizzo di un’arma impropria come una pietra". L’imputato, per il quale il pm Eugenio Faletra aveva chiesto 5 anni con l’abbreviato, è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale da 15 mila euro. La quantificazione dei danni è stata rimessa alle valutazioni del giudice civile. "Il mio assistito - spiega l’avvocato di Di Gesù - aveva già mostrato il proprio pentimento ammettendo i fatti ma spiegando anche che la figlia lo aveva chiamato piangendo come se avesse subito un’aggressione o una molestia. Impugneremo la sentenza puntando al contenimento della pena".

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