Cronaca

"Ha abusato del cuginetto", la madre della vittima lo stana e lo fa condannare a 7 anni

Le violenze sarebbero avvenute a partire dal 2013, quando l'imputato aveva 20 anni. La donna per proteggere il figlio e raccogliere prove ha incastrato il nipote scrivendogli su Instagram. I giudici hanno riconosciuto una provvisionale di 20 mila euro alla famiglia

Condannato a 7 anni per avere abusato del cuginetto all’epoca dei fatti, nel 2013, appena undicenne. Così hanno deciso i giudici della seconda sezione penale del tribunale per un ragazzo che oggi ha 27 anni (e del quale non pubblichiamo il nome per tutelare la vittima ndr.), denunciato due anni fa dai genitori del ragazzino che, dopo anni difficili e diversi momenti di crisi, sarebbe riuscito a confidarsi con un altro cugino. "Mio figlio - ha dichiarato la madre - gli ha confidato dettagliatamente che sin da quando aveva 10-11 anni aveva subito violenza sessuale" dall'imputato. Il collegio presieduto da Roberto Murgia ha riconosciuto una provvisionale di 20 mila euro per i genitori che si sono costituiti parte civile, assistiti dall'avvocato Rosa Garofalo.

Secondo il sostituto procuratore Chiara Capoluongo, che ha coordinato le indagini e aveva chiesto una condanna a 10 anni, l'imputato avrebbe violento ripetutamente il cugino, approfittando dei momenti in cui si sarebbe trovato solo con lui. Le presunte violenze avrebbero peraltro comportato anche dei cambiamenti caratteriali nel ragazzino, che non sarebbero sfuggiti né alla madre né agli altri parenti. Proprio la mamma, peraltro, per proteggere suo figlio e incastrare l'imputato non ha esitato ad "adescarlo" sulla chat di Instagram.

A detta proprio della madre, il ragazzino sarebbe stato iperattivo ed irascibile tanto da rendere "difficile tenerlo a bada". Cosa si sarebbe nascosto dietro questi atteggiamenti era emerso al rientro a Palermo, dopo una vacanza in famiglia a Pordenone, nel 2018. All’epoca la presunta vittima aveva 15 anni e avrebbe avuto una violenta lite con una cugina per poi giustificarsi dicendo: "Non te lo posso proprio dire, sono troppo arrabbiato". Giorno dopo giorno, pezzetto dopo pezzetto, sarebbe venuta fuori una verità che aveva lasciato di sasso tutti. Uno zio del ragazzino avrebbe organizzato una riunione familiare proprio per affrontare il problema, dichiarando in maniera lapidaria che l'imputato "ha abusato del cugino per 4 anni".

In quella circostanza la presunta vittima sarebbe scoppiata in lacrime: "Mi vergogno, mi vergogno", avrebbe ripetuto. Altri dettagli sono emersi poi dal racconto di una zia, riportato ancora dalla madre: "Mia sorella mi diceva di avere saputo che non si era limitato a toccarlo. Diceva che ‘si faceva male e lui lo zittiva’". Il giovane ha raccontato di aver vissuto un incubo e durante alcuni sfoghi ha anche sostenuto di aver tentato il suicidio. Sua madre, decisa a stanare ed incastrate l'imputato, già dopo le prime denunce, lo avrebbe adescato tramite la chat del social network. Da una parte lei con il figlio e dall'altra l'imputato, che oggi è ai domiciliari.

"Io ci sto male pensando a tutte le cose che abbiamo fatto io e tu", ha scritto la donna. E l'imputato rispondeva: "Io non mi sento in colpa perché non ero io a prenderti per farlo tipo in maniera forzata, è stata una cazzata tra cugini". "No, io - continuava la madre col profilo del figlio - non sono tranquillo, vorrei parlarne con qualcuno". "Ma dici vero? Perché scusa, hai raccontato tutto?". "No", rispondeva il ragazzino. "Ahh, murivu", diceva prima di ammettere qualcosa: "E’ stato tutto un errore mio e ti chiedo scusa. Però non ci stare male. E’ una cazzata, io non ti ho mai forzato... Avevi 12 anni, ma è lo stesso, 12 o 10 sempre piccolo".

Sulla scorta di queste prove e di quelle raccolte dalla Squadra mobile, il tribunale ha condannato l'imputato a 7 anni di carcere e a risarcire la vittima e i suoi genitori.

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