Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

"Pressioni per la scelta di un consulente", chiesto rinvio a giudizio per Totò Orlando

Secondo l'accusa il presidente del Consiglio comunale, nel 2015, avrebbe abusato del proprio potere per pilotare la commissione sull'assegnazione dell'incarico come responsabile per l'ufficio consulenza giuridico-amministrativa. Indagato per favoreggiamento Antonino Rera

Chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Consiglio comunale Totò Orlando. Martedì prossimo il gup Nicola Aiello deciderà sulla richiesta avanzata dal pm per un presunto caso di concussione relativo alla nomina di un responsabile per l'ufficio consulenza giuridico-amministrativa del Consiglio. Coinvolto nell'inchiesta anche Antonino Rera, accusato invece di favoreggiamento per aver aiutato Orlando a "eludere - scrive il sostituto procuratore Claudia Bevilacqua - le investigazioni dell'autorità giudiziaria".

Secondo l'accusa Totò Orlando, in qualità di presidente del Consiglio comunale, avrebbe abusato dei propri poteri e del suo ruolo per convincere Serafino Di Peri e Dario Gristina - componenti della commissione comunale per il conferimento dell'incarico - a scegliere come responsabile Antonino Rera al posto del candidato Nicolò Giuffrida, poi selezionato ugualmente con una determina del 2015.

A tal fine Orlando - ricostruisce l'accusa - avrebbe organizzato nel 2015 diversi incontri e inviato mail che sono finite agli atti insieme alle informative della Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, ai tabulati telefonici e ai verbali di sommarie informazioni rilasciate da Dario Gristina, Giuseppe Antonell Buttitta, Serafino Di Peri, Antonino Rera, Rosa Buarnè, Giuseppina Galati, Fabrizio Dall’Acqua e il sindaco Leoluca Orlando.

Rera, difeso dal legale (nonchè adesso assessore regionale) Salvatore Cordaro, potrebbe dover rispondere del reato di favoreggiamento in quanto avrebbe omesso di riferire alcune "circostanze rilevanti - scrive il pm - e afferenti gli incontri avvenuti" nel corso della procedura per cui lui stesso era candidato. A difendere Totò Orlando l'avvocato Nino Caleca il quale si è detto pronto a dimostrare in Tribunale che il presidente del Consiglio è estraneo ai fatti contestati.

"Nell'esprimere fiducia nel fatto che il presidente Salvatore Orlando chiarirà ai magistrati il proprio opera - commenta il sindaco Leoluca Orlando - confermo che l'amministrazione, come per tutte le vicende giudiziarie che hanno coinvolto amministratore, ex amministratori e dipendenti, seguirà l'andamento del procedimento e, ove ricorreranno i presupposti, si costituirà parte civile".

"Conosciamo ed apprezziamo l'integrità morale di Totò Orlando e per questo, oltre che per il garantismo che ci connota, siamo fiduciosi che saprà dimostrare la propria estraneità rispetto alle accuse che gli vengono contestate dalla Procura". Afferma invece il gruppo consiliare del Pdr- Sicilia Futura, con una nota firmata dal capogruppo Gianluca Inzerillo.

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