Totò Orlando a processo per concussione, la difesa: "Nessuna costrizione"

Il presidente del Consiglio comunale è accusato di aver fatto pressioni per l'assegnazione dell'incarico di responsabile dell'ufficio consulenza giuridico-amministrativa del Consiglio

Totò Orlando

Il presidente del Consiglio comunale a processo per concussione. Così ha deciso il giudice Nicola Aiello per Totò Orlando, trascinato in tribunale perché accusato di aver fatto pressioni sulla commissione che avrebbe dovuto conferire l'incarico di responsabile per l'ufficio consulenza giuridico-amministrativa del Consiglio. La prossima udienza è fissata per il 5 marzo 2018 davanti ai giudici alla terza sezione penale, in formazione collegiale, del tribunale di Palermo.

Orlando, difeso dall'avvocato Nino Caleca, ha sottolineato come non sia stata esercitata alcuna costrizione e che al massimo avrebbe cercato di "caldeggiare" la scelta di Antonio Rera al posto di Nicolò Giuffrida, quest'ultimo poi selezionato come si evince dal verbale firmato da Dario Gristina che, insieme all'ex comandante della polizia municipale Serafino Di Peri, componeva l'apposita commissione. "Sarà sufficiente una breve istruzione dibattimentale per fugare ogni dubbio sull'innocenza del presidente del Consiglio comunale", spiega il legale difensore Caleca.

Sotto accusa anche Antonino Rera. Deve rispondere di favoreggiamento. Avrebbe partecipato ad alcuni incontri, ma poi nel corso delle indagini non avrebbe fornito riscontri su ciò che accaduto. Secondo l'accusa nel tentativo di eludere gli accertamenti dell'autorità giudiziaria. Durante l'udienza di oggi ha ammesso di conoscere la vicenda: non avrebbe intenzionalmente cercato di depistare le indagini - ha spiegato - bensì si sarebbe confuso con un altro caso e per questo avrebbe detto poco sulle riunioni con Orlando, Di Peri e Gristina.

Nicolò Giuffrida, contattato telefonicamente dalla redazione di PalermoToday, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione. Sulla decisione del giudice, ma senza entrare nel merito della vicenda, si è espresso anche il sindaco Leoluca Orlando: "Il presidente del Consiglio comunale mi ha informato poc'anzi del suo rinvio a giudizio. Nel ribadire fiducia nel fatto che il oresidente Orlando potrà dimostrare la correttezza del proprio operato, non posso che confermare che l'Amministrazione comunale, come sempre fatto nei procedimenti giudiziari che coinvolgono amministratori e dipendenti, si costituirà parte civile nel procedimento".

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"Ho piena fiducia sia nella magistratura sia nel presidente ​Salvatore ​Orlando. Confido che, in tempi brevi, possa dimostrare coi fatti la propria estraneità e onestà”. Lo afferma il capogruppo Pd al Comune di Palermo, Dario Chinnici, che aggiunge: “L’annuncio del sindaco sulla costituzione del Comune come Parte Civile è garanzia di legalità”.
 

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