Concorso scuola primaria 2016, in Sicilia 526 vincitori ad un passo dall’addio al posto fisso

Anief ricorre al giudice del lavoro. Marcello Pacifico, presidente nazionale: "Stiamo parlando di una situazione paradossale che va a ledere il diritto di tanti candidati docenti che dopo essersi abilitati rischiano ora di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano"

Ancora poche settimane per sperare: il tempo di definire i nuovi organici del personale. Poi, per 526 vincitori del concorso a cattedra in Sicilia per la scuola primaria, voluto dalla Buona Scuola renziana, non ci saranno più speranze: la loro immissione in ruolo svanirà nel nulla. La graduatoria delle procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, come previsto dal decreto Miur del 23 febbraio 2016, vale infatti solo per un triennio e dal 1° settembre 2019 verrà cancellata. 

Una vera e propria “beffa”, si legge in una nota, "perché è assurdo che dopo essersi abilitati, avere superato una prova scritta computerizzata (anche su una lingua straniera) e una prova orale (composta da una lezione simulata e da un colloquio con la commissione d’esame) e “aver vinto un concorso”, a distanza di tre anni oltre 500 aspiranti docenti si sono ritrovati per “un errore dell'algoritmo” senza “un posto di lavoro”. E costretti a lavorare arrabattandosi “con contratti precari”". 

E le candidature vincenti mai tradotte in assunzioni si sommano a quanto accaduto a molti altri docenti partecipanti al concorso del 2012, anche loro reputati dalle commissioni idonei allo svolgimento della professione, salvo poi essere collocati in un enorme “congelatore” in attesa di un’immissione in ruolo mai realizzata. A rendere ancora più complicata la situazione è stato il decreto legislativo 59/2017, conseguente alla Legge 107/2015, che, nel regolare le immissioni in ruolo dei vincitori del nuovo concorso a cattedra e ai precari attualmente non abilitati, ha introdotto delle percentuali decrescenti di assegnazione dei posti vacanti, fino ad appena il 20%.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “stiamo parlando di una situazione paradossale, che va a ledere il diritto di tanti candidati docenti che dopo essersi abilitati all’insegnamento e aver superato più prove concorsuali, con tanto di collocazione nella graduatoria dei vincitori, rischiano ora di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Andando così ad allargare la rosa dei docenti-nonni dal precariato infinito, sancita anche da Eurydice”. 

“Il nostro ufficio legale ha studiato le carte e ha scoperto che ci sono anche altre migliaia di docenti mai assunti sparsi per l’Italia. È tutto dire che nel 2017, in tutto il Sud Italia nel primo anno di vigenza delle graduatorie di merito, le immissioni in ruolo dei vincitori del concorso a cattedra bandito l’anno prima si sono realizzate al massimo per il 17%. Così, abbiamo deciso di avviare appositi ricorsi al giudice del lavoro, in modo da ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, proprio a seguito della scadenza del piano triennale di assunzione prevista dall’estensore di un bando che – conclude Pacifico – non aveva fatto i calcoli con l’inefficienza del sistema”.

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Anief ha attivati specifici ricorsi al giudice del lavoro, al fine di ottenere l'immissione in ruolo dei vincitori del concorso docenti 2016 e 2012 non ancora assunti o assunti in regione diversa da quella per cui avevano partecipato: l’impugnazione punta ad ottenere il riconoscimento e l'assegnazione effettiva dei posti messi a concorso nel 2016 e nel 2012, prima dell'entrata in vigore delle nuove graduatorie di merito regionali del concorso 2018. Per procedere al ricorso è indispensabile completare la procedura di pre-adesione on line ed inviare ad Anief la documentazione necessaria.
 

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