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Martedì, 17 Maggio 2022
Il ricorso

Concorsi per oltre mille posti alla Regione a rischio, il Cobas-Codir chiede l'annullamento al Tar 

Secondo il sindacato i bandi sarebbero illegittimi poiché il Governo non avrebbe preventivamente verificato la possibilità di coprire i vuoti di organico anche tramite figure professionali già presenti all'interno dell'ente: "Necessario tutelare le legittime aspettative di progressione di carriera dei dipendenti". L'assessore Zambuto: "Andiamo avanti"

Il Cobas-Codir ricorre al Tar per chiedere l'annullamento dei bandi di concorso, per un totale di oltre mille posti, pubblicati dalla Regione lo scorso dicembre e rettificati a gennaio. La decisione, spiegano dalla segreteria del sindacato, è stata presa per tutelare le legittime aspettative di progressione di carriera del personale dipendente della Regione e, allo stesso tempo, per consentire il necessario ricambio generazionale all'interno dell'Amministrazione aprendo i pubblici concorsi a nuove leve, ma nel rispetto delle normative vigenti e nel rispetto di tutti i lavoratori. Ma secondo Palazzo d'Orleans non c'è alcuna irregolarità nelle selezioni.  "I concorsi banditi dalla Regione vanno avanti. Per quanto riguarda la riclassificazione del personale già in servizio abbiamo già stanziato delle risorse e le stiamo integrando con ulteriori fondi. Il percorso con l’Aran per giungere quanto prima alla firma del nuovo contratto dei dipendenti regionali del comparto non dirigenziale è già stato avviato dal governo Musumeci", dichiara l’assessore alla Funzione pubblica, Marco Zambuto.

"Il Governo regionale, fino a oggi - dichiara il sindacato in una nota - ha ritenuto di mortificare i propri dipendenti – che da oltre vent'anni non vengono interessati da alcuna progressione di carriera e possibilità di crescita professionale – bandendo dei concorsi illegittimi in quanto, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non ha preventivamente verificato la possibilità di coprire i vuoti di organico anche tramite figure professionali già presenti nei propri ruoli. A livello nazionale - prosegue il Cobas-Codir - tutte le normative succedutesi negli ultimi anni hanno previsto sempre che le coperture dei vuoti di organico dovessero essere effettuate su un duplice binario: la progressione di carriera dei dipendenti – con modalità e percentuali fissati per legge - e l'assunzione di nuovo personale per la restante parte. Tali normative rispondono anche all'esigenza di contenere la spesa pubblica risultando evidente che una nuova assunzione comporta maggiori costi, sia retributivi che formativi, rispetto alla promozione di un dipendente in possesso della professionalità richiesta e già inserito nella macchina amministrativa".

Le figure ricercate nel dettaglio

Da qui il ricorso che il sindacato sarebbe pronto a ritirare nel caso in cui il Governo regionale dovesse dimostrare - con atti concreti - la volontà di condividere le aspettative dei lavoratori adeguando il proprio operato alla legge in vigore. Un percorso che secondo Cobas-Codir non può che avvenire sul tavolo sindacale dove l’esecutivo. "E' necessario che - conclude il sindacato - il governo regionale, partendo dalla specificità tutta siciliana che vede quasi tutto il personale svolgere mansioni diverse da quelle contrattualizzate provveda a rinegoziare con il governo centrale il vincolo dello 0,55 della massa salariale equivalente a poco più di 2 milioni di euro destinabile alle riforme del personale". Sono quasi 200 mila le domande presentate alla scadenza dei termini. 

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