Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Successo per il concerto di De Gregori a Bagheria, il Principe incanta la platea

Il sindaco Filippo Maria Tripoli: "E’ stato un onore. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita dell’evento"

Grande successo per il concerto, già sold out, di Francesco De Gregori che si è svolto ieri sera a piazza stazione a Bagheria . Organizzato dalla GoMad Concerti con il patrocinio oneroso del Comune, il concerto è stato molto apprezzato dai tanti fans accorsi, non solo dal comprensorio di Bagheria,  ma da tutta la Sicilia. Il concerto di De Gregori è stato preceduto dall’esibizione di due artisti open act, i cantanti siciliani, Sosia e Riccardo Borsellino.

 “E’ un onore avere a Bagheria Francesco De Gregori  che ci ha scelti come location per le tre tappe in Sicilia” ha affermato il sindaco Filippo Maria Tripoli. “Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita dell’evento, gli operai della logistica, il personale in servizio presso di Villa Cutò, la polizia municipale”.

"Abbiamo pensato - dicono dal Comune di Bagheria - che il modo migliore per  raccontarvi il concerto di ieri fosse quello di farlo attraverso le parole di un fans della prima ora, venuto a Bagheria per assistere al concerto da Catania insieme alla sua famiglia. Lasciamo a lui il racconto della deliziosa serata".

(A scrivere è "Bufalo Bill". Un fans arrivato da Catania per vedere il concerto).

Una grande serata di musica ieri a Bagheria, nella bella cornice di piazza Stazione. Impeccabile l’organizzazione e la gestione dell’evento, nonostante le tante, giuste, limitazioni dovute alle regole di contenimento dell’epidemia. E l’evento e’ di quelli che non passa inosservato: il Principe della canzone italiana, Francesco De Gregori, per il suo tour estivo, il primo dopo la pausa forzata a causa della pandemia. 

La piazza e’ strapiena, nei limiti consentiti, ma soprattutto e’ calda. C’e’ voglia di musica e di divertirsi. Sono stati mesi difficilissimi, inutile aggiugere altro.

E un artista del calibro di De Gregori lo sa. Ma il pudore e la riservatezza che da sempre contraddistinguono il Maestro, lo portano a non perdersi in inutili riferimenti retorici. De Gregori, in forma smagliante,  parla con la sua musica: la scaletta e’ ricca di riferimenti all’attualita’. Da Cose, che apre il concerto, al Vestito del violinista, che lo chiude, si rincorrono riferimenti a presenze inquietanti e non volute. E l’inquietudine, sappiamo essere divenuta non voluta compagna di viaggio di questo nostro scorcio di vita. Cosi’ come il Maestro lo e’ invece, voluto ed amato da oltre cinquant’anni, per i tanti che ieri hanno riempito la piazza, e anche per i tantissimi ragazzi presenti che hanno accompagnato l’esibizione con trasporto crescente. Gia’: quello tra De Gregori e i giovani e un rapporto che andrebbe indagato. La musica del Maestro solca la generazioni e le unisce, come dimostra la seconda parte del concerto che regala al pubblico i pezzi storici da Alice a Generale, da Nino a  Buonanotte Fiorellino, da Rimmel alla Donna Cannone cantati a squarcia gola dal “pubblico pagante”. Francesco impugna la chitarra, la sua musica ti culla e ti blandisce. L’immancabile armonica e’ potente e dolce allo stesso tempo. E’ un susseguirsi di emozioni che lascia gli spettatori estasiati. C’e’ tempo per qualche siparietto: qualcuno grida “sei ermejio!” e lui : ” e che noo so?!” 

E’ proprio la voglia di divertirsi infatti che la fa da padrona,  anche per la scelta azzeccata di De Gregori di inserire in scaletta molti pezzi veloci : da Sangue su Sangue a Cercando un altro Egitto fino alla chicca da amatori Scacchi e Tarocchi passando per un’altra rarita’: Nero . Francesco parla con  il pubblico, racconta dei suoi esordi, si da. E’ felice di tornare sul palco, di riprendere tra le mani i ferri del mestiere. Ci sono momenti di rara intensita’, come il Cuoco di Salo‘, dove la sua voce raggiunge vette ancora difficili da decifrare. 

E c’e’ spazio pure per Caterina, Atlantide, A Pa’ e addirittura L’uccisione di Babbo Natale, pezzo bellissimo e davvero raro. C’e’ La testa nel Secchio e  poi c’e’ la Storia, citata dal Presidente Mattarella per la festa della Repubblica, poche settimane addietro. 

Perche’ ormai e’ chiaro che l’opera artistica di De Gregori e’ un patrimonio nazionale riconosciuto. E chissa’ come si schernira’ lui nel leggere questa affermazione. Ma certo non potra’ esimersi dal riconoscere che Viva L’Italia, che chiude il concerto, oggi piu’ che mai riempie i cuori di tutti noi. Che facciamo ciascuno il possibile per venir fuori da questo periodo buio, che amiamo oggi piu’ di ieri questo Paese, a volte dimenticato e a volte da dimenticare, ma che ancora oggi, tra campagna vaccinale e paura del virus, lotta e resiste.  

E la musica, forse non sempre tutelata a sufficienza nelle pure comprensibili difficolta’ di questi mesi, quando rappresentata da artisti di questo calibro sa fare il proprio mestiere: ci rende piu’ felici. 

Ieri i mille spettatori che hanno gremito Piazza Stazione sono tornati a casa di certo piu’ felici di quando sono arrivati. Siamo ormai abituati ai parametri di misurazione sociale in ambito sanitario. Ma se ci fosse un RT della felicita’, la musica sarebbe di certo tra le cause principali della crescita di questo immaginario indice e De Gregori ne rappresenterebbe senza dubbio la “variante” piu’ potente.L’ artista  e’ stato accompagnato dalla sua storica band, ieri tutti molto applauditi, per la terza serata in Sicilia, delle oltre 35 del tour che gira l’Italia intera.                                                                                                                                                                                                                                                                        

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