Quasi 400 mila euro per i concerti della Foss a Taormina, solo 10 mila d'incassi: è polemica

Per le prime tre date del "Progetto Beethoven" staccati 250 biglietti. "Doveva essere una prestigiosa vetrina e si è rivelata una débâcle". Questo il commento dei sindacati, che chiedono ai vertici della Fondazione un bilancio della kermesse. L'assessore Messina dispone una verifica

Gli spettatori nella cavea del Teatro antico di Taormina durante una delle date

Quasi 400 mila euro per sei concerti al Teatro Antico di Taormina e meno di 10 mila euro di incassi. Polemica sulla rassegna organizzata Fondazione orchestra sinfonica siciliana che ha portato i suoi musicisti nella Perla Jonica per il "Progetto Beethoven".

Una kermesse presentata con toni trionfalistici dai vertici della Fondazione ma che nelle prime tre serate ha raccolto nella cavea circa 250 persone. "Appare evidente - scrivono in una nota congiunta i sindacati chiedendo anche un bilancio consuntivo delle spese al presidente della Fondazione Maria Elena Volpes e al Sovrintendente Antonino Marcellino - che quella che doveva essere una prestigiosa vetrina per l’Orchestra sinfonica siciliana si è rivelata invece una rovinosa débâcle sia all’esterno (poche centinaia di persone ai concerti) che all’interno per i non quantificabili disagi a cui sono stati sottoposti i lavoratori".

La presidente Maria Elena Volpes, invece, aveva espresso "grande soddisfazione", sottolineando che "con quest’ultimo concerto l’Orchestra sinfonica ha concluso in modo superbo il ciclo dedicato a Beethoven. La Nona Sinfonia, una delle opere fondamentali della cultura europea, simbolo di unità, al punto da assurgere ad inno europeo, ha concluso una tappa dalla quale i nostri musicisti escono ancora più consapevoli delle loro potenzialità personali e di gruppo, oltre che orgogliosi di loro stessi, come lo siamo noi. Raggiunto con soddisfazione questo obiettivo, in un contesto prestigioso come il Teatro Antico di Taormina, guardiamo alle prossime sfide che saranno numerose e di altrettanto rilievo e vedranno impegnati con i nostri musicisti altri artisti di levatura mondiale, in un percorso di crescita in divenire da cui tutti usciremo migliorati e con una visione prospettica sul futuro’".

Per il ciclo di concerti, oltre all’organico dell’orchestra siciliana, è arrivato dal Venezuela il maestro Diego Matheuz. Tra le voci di spesa quella della scritturazione dei direttori d’orchestra avrebbe inciso per 115 mila euro, mentre per la partecipazione di altri musicisti sarebbero stati messi a bilancio e utilizzati altri 60 mila euro. Nella lista dei costi risulterebbero poi: diarie per i musicisti per un totale 80 mila euro, altri 80 mila per gli alloggi, 15 mila per service e amplificazione, 22 mila euro per l’affitto della location, 20 mila per il trasporto dei musicisti e dei loro strumenti, oltre a 5 mila euro per l’affitto di un pianoforte in loco. Per i sindacati Cgil-Slc, Fistel-Cisl, Uilcom e Filas il flop potrebbe essere riconducibile alla poca pubblicità fatta all’evento.

"Non si comprende come avendo a disposizione ben due addetti stampa - si legge nella nota - a fatica si potessero recuperare pubblicità e informazioni sui concerti nei canali online e nessun cartellone fosse affisso per la città di Taormina, neanche al botteghino dove transitano centinaia di turisti per visitare il teatro. Ci risulta inoltre che buona parte dello scarso pubblico avesse biglietti omaggio. Le scriventi - concludono le organizzazioni sindacali dopo un altro attacco sulla gestione della tournée e la chiusura del Taormina Film Fest del 19 luglio - chiedono il consuntivo delle spese. L’assemblea dei lavoratori del 28 luglio 2020 detterà la linea delle prossime nostre azioni". Sulla gestione dei costi della Sinfonica ora toccherebbe ai revisori dei conti esercitare il potere di vigilanza.

L'assessore Manlio Messina ha disposto verifiche sulla vicenda: "Va detto che tra le direttive c'è quella di portare avanti azioni di contenimento della spesa a tutti i livelli, ma anche quella di portare le famose orchestre siciliane fuori dai teatri per consentire al più ampio pubblico di fruire degli spettacoli musicali che vengono proposti. Certamente sarà compito dell'assessorato svolgere il ruolo di vigilanza sui fatti cosi come previsto". Tra i componenti del collegio dei revisori dei conti della Foss - oltre Mario Sciumé (presidente), Lorenzo Mira, Angela Di Stefano (componente supplente), c’è anche Bernardo Campo, attuale commissario straordinario di TaoArte e componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo.

"Il progetto Beethoven è stato voluto con pervicacia dal Cda e dal sovrintendente Antonino Marcellino - commenta oggi il presidente della Foss Maria Elena Volpes - come risposta culturalmente adeguata, dall’alto connotato simbolico, alla terribile crisi che ha investito il nostro mondo, l’economia e la società siciliane. Pur consapevoli delle difficolta del nostro turismo, lontano dagli standard degli anni precedenti, anche in un luogo rappresentativo come Taormina, abbiamo creduto in questa iniziativa e partecipato in modo qualificato al ricordo del genio tedesco nel 250° anniversario della sua morte. Per essere all’altezza dell’ambizioso obiettivo abbiamo scritturato due artisti di fama internazionale, il maestro Diego Matheuz e il pianista Gerhard Oppitz, fra i massimi conoscitori mondiali di Beethoven. Il ciclo non poteva che concludersi con la Nona Sinfonia in re minore op.125, emblema di unità e dialogo al punto di assurgere in una sua parte ad inno europeo. La stampa specializzata ha definito vibrante, vitale ed energica la performance dell’orchestra, in cui abbiamo creduto noi e gli sponsor privati e pubblici che ci hanno sostenuti economicamente".

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