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L'assessore Emilio Arcuri

L'assessore Emilio Arcuri

"Quei concerti allo stadio delle Palme non si potevano fare", Arcuri andrà a processo

Insieme all'ex vicesindaco rinviata a giudizio anche la dirigente comunale Fernanda Ferreri: entrambi sono accusati di abuso d'ufficio. La vicenda riguarda le esibizioni di Mika e dei Negramaro al Vito Schifani. Prossima udienza a novembre

L’assessore Emilio Arcuri e la dirigente comunale Fernanda Ferreri sono stati rinviati a processo per la concessione dello Stadio delle Palme in occasione dei concerti dei Negramaro e di Mika. Il gup Guglielmo Nicastro ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Laura Siani per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e per l’ex vicesindaco anche di falsità ideologica. Sono stati loro a firmare gli atti che hanno consentito alle società “Musica da bere” e “Agave srl”, a fronte di un canone di poco più di 3 mila euro per ogni data, di organizzare gli eventi con incassi potenziali da 500 mila euro. Prossima udienza davanti alla terza sezione penale in composizione collegiale fissata per il 5 novembre 2018.

La vicenda ha inizio nel 2016. Il consigliere comunale Filippo Occhipinti dell’Italia dei Valori e le associazioni "Comitati civici Palermo", presieduta da Giovanni Moncada e "Vivo Civile", guidata da Marcello Robotti, organizzarono una manifestazione insieme alle associazioni sportive per preservare la struttura di viale del Fante che, come previsto dal regolamento interno del Comune, poteva ospitare esclusivamente attività sportive. “Mai in Italia - commenta oggi a PalermoToday Giovanni Moncada - uno stadio di atletica era stato utilizzato per un concerto. Lo stesse norme imposte dall’Amministrazione non lo consentono”. Ma ci sarebbe un precedente, ricordano dalla difesa, per un festival di jazz del 1990.

Dopo il sit in i manifestanti, supportati dall’avvocato Marianna Moncada, presentarono un esposto (che in un secondo momento è stato anche unificato a un'altra denuncia presentata dal Movimento 5 Stelle). Da lì scattarono gli accertamenti sull’operato di Arcuri e della dirigente Ferreri. Il primo - difeso dall'avvocato Gaetano Fabio Lanfranca - è sotto accusa per falsità ideologica e abuso d’ufficio per aver firmato una deroga a un'ordinanza per consentire lo sforamento dei limiti delle emissioni sonore in occasione dei concerti. La seconda, assistita dal legale Sergio Visconti, dovrà rispondere del reato di abuso d’ufficio per la concessione della struttura agli organizzatori.

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