Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

L'emergenza rifiuti pesa sulle tasche dei palermitani: verso l'aumento Tari del 27,7%

Possibile già dal 2021 un rincaro medio in bolletta di 43 euro. La proposta è nel Piano economico finanziario presentato dalla Rap e agita il Consiglio comunale, chiamato ad approvare il documento entro fine anno. "Giallo" su 14 milioni di costi

I "viaggi" dell'immondizia fuori Palermo, dopo la saturazione della sesta vasca di Bellolampo, potrebbero portare a un aumento della Tari di 34,7 milioni, che farebbe schizzare la tassa dell'immondizia del 27,7%. Una vera e propria stangata, già a partire dal 2021, contenuta nel Piano economico finanziario (Pef) presentato dalla Rap per il calcolo della tariffa e validato dalla Srr (Società regolamentazione rifiuti) Palermo Area Metropolitana, ente territorialmente competente. Una proposta che agita il Consiglio comunale, chiamato ad approvare il Pef entro fine anno in concomitanza con il bilancio di previsione 2020.

Il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dovrebbe passare da 128 a 162,9 milioni di euro: il che comporterebbe per i palermitani un aumento medio in bolletta di 43 euro. C'è però un giallo nel computo totale del gettito Tari: degli oltre 34 milioni, circa 20 sono relativi agli extra costi sostenuti da Rap per conferire i rifiuti prodotti a Palermo in altre discariche della Sicilia; mentre - dalle carte - non è chiaro a cosa si riferiscano gli ulteriori 14 milioni.

In tutti i casi, "se definitivamente adottato nei termini proposti ed asseverati dall'ente territorialmente competente", il Pef Tari 2020 determinerebbe "il grave superamento del limite di crescita delle entrate tariffarie secondo le modalità stabilite da Arera, aspetto questo la cui legittimità va formalmente verificato dai dirigenti del Comune". Così scrive il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile, che segnala inoltre "un insostenibile incremento dell'accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità pari a complessivi 10,9 milioni, che in atto non hanno copertura finanziaria". Una "bomba" che potrebbe addirittura far saltare il bilancio.

Le nuove tariffe Tari, non appena verranno formalizzata dalla Giunta (ancora la proposta di delibera non è arrivata in Consiglio e non c'è nemmeno il parere dei revisori), saranno nelle mani degli inquilini di Sala delle Lapidi. E l'Aula, soprattutto la maggioranza, sarà davanti a un bivio: respingere la proposta - producendo un enorme debito fuori bilancio - o dare l'ok all'aumento monstre della Tari. Una stangata dovuta, come scrive il dirigente comunale del servizio Ambiente Francesco Fiorino, "all'esaurimento della sesta vasca della piattaforma di Bellolampo" e alla "mancata realizzazione della settima vasca", che ha costretto la Rap a portare l'immondizia presso altri impianti di smaltimento presenti nel territorio regionale".

Gelarda: "Proposta aumento Tari è beffa intollerabile"

In Consiglio tira aria da burrasca, con la maggioranza in grandissima difficoltà e le opposizioni pronte a fare le barricate. A dare fuoco alle polveri è Ugo Forello (gruppo Oso), che dichiara: "Sono scandalosi e inaccettabili i dati che emergono dal Pef 2020 della Rap. Se applicati determinerebbero un aumento spropositato delle tariffe tari a partire dal biennio 2021-2022. Alla fine il peso degli extra costi e anche di altre poste di adeguamento saranno (come denunciamo da mesi) a carico dei cittadini palermitani, nonostante le rassicurazioni del sindaco Orlando e della Giunta. Sono convinto che, se non verranno riviste profondamente e ridotte queste cifre, il Consiglio comunale boccerà la proposta di adeguamento delle tariffe Tari 2020. Il servizio rifiuti è discontinuo, inadeguato, scadente e un aumento della tassa a carico dei cittadini non verrebbe, giustamente, mai accettato".

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