Cronaca

L'Amat dice "no" al taglio del contratto e il Comune blocca i pagamenti: stipendi a rischio

I vertici della società partecipata non sottoscrivono la decurtazione del 10% fatta dall'amministrazione e avallata dal Consiglio: la ragioneria congela le risorse. La preoccupazione dei sindacati: "Così si colpiscono i conti dell'azienda, i lavoratori e si compromettono i servizi essenziali per i cittadini"

L'Amat non sottoscrive il taglio unilaterale del contratto di servizio deciso dal Comune e la ragioneria blocca la fattura da 3,7 milioni di euro, a copertura del trimestre maggio-giugno. Con l'applicazione della decurtazione del 10%, avallata da Sala delle Lapidi, s'inasprisce lo scontro tra l'amministrazione comunale e la società di via Roccazzo (che hanno anche un contenzioso sul pagamento di Tosap e Tari per le zone blu): a pagarne le conseguenze sono i dipendenti, che subiranno l'ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi.

Una situazione che rischia di diventare esplosiva, tanto che i sindacati si dicono "molto preoccupati per il futuro di Amat". Ad affermarlo sono Franco Mineo (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Franco Trupia (Uil Trasporti), Corrado Di Maria (Ugl Trasporti), Fabio Danesvalle (Faisa Cisal), Carlo Cataldi (Cobas Trasporti) e Giuseppe Taormina (Orsa Trasporti), secondo cui "la decurtazione del 10% del contratto di servizio mette a rischio la sopravvivenza di una delle principali aziende municipalizzate della città che gestisce un servizio fondamentale ed essenziale per i cittadini".

"Questo taglio - aggiungono - inciderà sui servizi, metterà a rischio delle linee di autobus e graverà fortemente sui conti di Amat. Se alla rimodulazione del contratto di servizio si aggiunge anche il pre-dissesto del Comune, che nulla di buono fa presagire sul fronte del futuro delle partecipate, si comprende perché non siamo per nulla certi su come l’azienda possa tollerare questi tagli nei prossimi mesi. Come emerso dalla riunione che si è tenuta in prefettura lo scorso mese di aprile, Amat non può continuare a gestire servizi in perdita e il piano di risanamento deve essere condiviso dal socio unico, cioè il Comune”.

"Vogliamo la garanzia per gli stipendi dei lavoratori e chiediamo che si trovino soluzioni diverse al contenzioso fiscale fra amministrazione comunale e Amat, che non pregiudichino i servizi e che non mettano in condizione di incertezza il futuro dei lavoratori", concludono i sindacati.

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