Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

I 90 precari del bacino "Palermo Lavoro" in agitazione: "Sì alla stabilizzazione, no alle discriminazioni"

Per questi ex Lsu, il Comune ha proposto contratti da 16 e 17 ore settimanali. I sindacati si oppongono: "Lo Stato garantisce 55 milioni all'anno. I soldi ci sono e si devono usare". I lavoratori temono la beffa dopo un ventennio di precariato: "Non è giusto fare figli e figliastri"

Dai sindacati è stata bollata come una proposta "irricevibile"; per i lavoratori, dopo oltre un ventennio di precariato, sarebbe una vera e propria beffa. Stiamo parlando degli ultimi 90 ex Lsu del bacino "Palermo lavoro" ancora da stabilizzare. I lavoratori sono in agitazione, dopo che l'amministrazione comunale ha fatto sapere ai sindacati che intende fare contratti di 16 ore settimanali ai categoria B e di 17 ore ai categoria A.

"Sarebbe una discriminazione - hanno messo nero su bianco in una nota Cgil-Fp, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Csa-Ral - perché il resto del bacino attualmente in servizio è stato stabilizzato a 25 o 26 ore settimanali. E poi la proposta del Comune arriva con dieci anni di ritardo rispetto a quei colleghi che sono stati stabilizzati nel 2009, pur appartenendo allo stesso bacino finanziato dallo Stato con fondi strutturali di 55 milioni annui. Le suddette motivazioni sono già bastevoli a ritenere mortificante e non accettabile tale proposta".

Nicolò Scaglione, segretario provinciale Csa Cisal, rincara la dose: "Non siamo disponibili a far passare tentativi discriminatori di aumento delle ore per alcune categorie, escludendone altre. Ricordo che la finanziaria nazionale del 2007, articoli 550 e 551, garantisce al Comune una dote strutturale di 55 milioni per le stabilizzazioni. I soldi ci sono e si devono usare". Motivo per cui i sindacati hanno "respinto con determinazione la proposta dell'amministrazione che, nella fase finale del confronto, ha addotto motivazioni non convincenti per le quali ci si aspetterebbe quantomeno un confronto chiarificatore con la parte politica, che possa portare utilmente a soluzioni condivise".

Per stabilizzare gli ultimi 90 ex Lsu (altri 32 sono "incompatibili con il pubblico impiego") c'è tempo fino al 31 dicembre 2021, ma bisogna "correre" perché l'iter è abbastanza complesso. "Se non si rispetta questa scadenza - ha spiegato Scaglione - questi lavoratori sono fuori. L'amministrazione aveva programmato di farlo entro fine anno, ma i termini slitteranno ad inizio del 2021". 

I 90 ex Lsu del bacino "Palermo lavoro" dicono "no" alla differenzazione oraria. Daniela Cocchiara, 51 anni, ha passato metà della sua vita da precaria: "Aspettiamo la stabilizzazione da 23 anni e adesso ci vogliono dare un contentino. L'amministrazione dice che i soldi non bastano, eppure ogni anno lo Stato garantisce al Comune 55 milioni di euro. Non è giusto fare figli e figliastri: 16-17 ore sono un'umiliazione". 

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